Tempi molto più lunghi di altre città

La capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, è intervenuta sulla questione del bando ERP.

“A quasi un anno dall’apertura del bando ERP 2025, Firenze non ha ancora una graduatoria e l’Amministrazione non è oggi riuscita oggi a indicarci neppure una data certa per la sua pubblicazione. Nel question time che avevamo presentato oggi in Consiglio comunale, alla nostra domanda su quando (finalmente) uscirà la graduatoria, la risposta dell’assessore è stata soltanto: “prossimamente, a breve”.

Il bando è stato aperto il 28 ottobre 2025 e si è chiuso il 31 dicembre 2025: sono quindi trascorsi nove mesi senza che sia stata pubblicata neppure la graduatoria provvisoria. Un tempo che appare ancora più difficile da comprendere se confrontato, pur nella diversità delle normative regionali e delle procedure, con quello di altre grandi città.

A Padova il bando ERP 2025 si è chiuso il 6 novembre e la graduatoria provvisoria è stata approvata il 25 marzo, dopo circa quattro mesi e mezzo. A Bologna è il regolamento a stabilire che il procedimento per la prima graduatoria debba concludersi entro 120 giorni dalla scadenza delle domande. 

Ma c’è un secondo aspetto della risposta di oggi che preoccupa ancora di più. Nell’ottobre scorso, il Comune aveva presentato il nuovo bando ERP come una vera innovazione: un bando “aperto”, con una prima finestra di 60 giorni, la formazione di una prima graduatoria e altre due finestre nel corso dell’anno, in modo da permettere di fare domanda anche a chi avesse maturato successivamente i requisiti. L’assessore parlava allora di una “precisa scelta politica” per rendere il diritto alla casa più accessibile e di un sistema “più flessibile e più vicino alle persone”. 

Oggi abbiamo avuto la conferma che quelle due finestre non sono mai state aperte in quest’anno. Ci viene detto che lo saranno in futuro, ma anche in questo caso senza una data. Non siamo dunque davanti soltanto a un ritardo amministrativo: un impegno preciso, presentato come elemento qualificante del nuovo bando, non è stato rispettato.

E questo ha conseguenze concrete. Tante persone hanno atteso la possibilità annunciata dal Comune di presentare domanda durante l’anno, senza dover aspettare un nuovo bando. Quelle aspettative sono state frustrate.

Il confronto con Bologna è significativo anche sotto questo profilo: lì il sistema prevede aggiornamenti annuali della graduatoria attraverso avvisi che consentono di presentare nuove domande o integrare quelle già esistenti, mentre le domande già ammesse restano in graduatoria. Quello che a Firenze era stato annunciato come un nuovo modello più vicino ai bisogni delle persone, dunque, altrove è una procedura concretamente disciplinata e utilizzata da tempo.

Anche sul numero delle persone in attesa non abbiamo ricevuto una risposta completa. L’assessore ha parlato di oltre tremila domande, confermando comunque la dimensione di un bisogno abitativo che in città resta fortissimo, ma non ha risposto alla nostra domanda su quante persone complessivamente siano coinvolte. Nel nostro question time avevamo infatti chiesto espressamente anche questo dato.

Infine, sulle case per l’emergenza sfratti, alla richiesta di sapere quanti alloggi siano effettivamente messi a disposizione, ci è stato risposto che il numero è “nei limiti di legge”.

Sul diritto alla casa servono risposte all’altezza dell’emergenza che stiamo vivendo. Meno annunci e più date, numeri e impegni verificabili. Perché dietro una graduatoria che non arriva e una finestra che non si apre non ci sono pratiche amministrative: ci sono persone e famiglie che aspettano una risposta”.

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