Le riforme del credito cooperativo e delle banche popolari varate dieci anni fa non hanno indebolito i territori, ma hanno reso il sistema più solido. Lo ha affermato Matteo Renzi a Firenze, a margine dell’evento organizzato per il decimo anniversario del Banco Fiorentino.
«Quelle riforme furono molto criticate, molti dissero che avrebbero distrutto i territori. Invece le Bcc si sono organizzate e oggi sono molto più forti di prima», ha dichiarato il leader di Italia Viva. Secondo Renzi, il provvedimento ha favorito fusioni e alleanze, rafforzando le banche realmente radicate nelle comunità locali.
Il senatore ha inoltre ricordato che l’attuale risiko bancario deriva dalla trasformazione delle banche popolari in società per azioni, necessaria perché erano «troppo schiave della politica». Quel percorso, ha concluso, ha contribuito alla crescita di Intesa Sanpaolo e Unicredit, oggi tra i principali gruppi europei. Durante il convegno, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha sottolineato l’importanza del pluralismo bancario come condizione fondamentale per garantire la concorrenza. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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