Da nove anni il figlio è seguito dai servizi psichiatrici; negli ultimi mesi, racconta la madre in una lettera, l’uso di droghe pesanti ha aggravato la situazione. La donna dice di essersi rivolta ai medici, al SerD e a strutture per persone con una possibile doppia diagnosi, senza essere riuscita finora a individuare un percorso di cura per lui.
La madre teme per la sicurezza del figlio e di chi gli sta vicino. Contesta che, a suo giudizio, l’uso di sostanze non sia stato affrontato adeguatamente nel corso degli anni e chiede un intervento coordinato tra i servizi. Il suo appello richiama l’attenzione sulle difficoltà delle famiglie quando la persona in crisi non accetta l’aiuto proposto. Lo scrive la Nazione.
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