Il cinque stelle di via de’ Martelli punta ad accogliere i primi ospiti il 1° ottobre. Sinistra Progetto Comune chiede chiarimenti sui permessi e sulla terrazza panoramica; secondo Palazzo Vecchio manca ancora la SCIA per avviare l’attività

Una nuova apertura nel cuore del centro storico riaccende il confronto sul futuro di Firenze. Palazzo Sogni, hotel a cinque stelle in via de’ Martelli 4, di fronte al liceo Galileo, dovrebbe aprire il 1° ottobre. La struttura conta trenta camere e suite, con tariffe indicate per l’apertura tra circa 340 e 420 euro a notte.

L’albergo occupa una dimora cinquecentesca a pochi passi dal Duomo. Al suo interno conserva affreschi realizzati tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento da Luigi Catani e Antonio Marini. Il progetto comprende una spa, un ristorante, un giardino con fontana monumentale, una sala da tè e una terrazza panoramica con vista sulla cupola del Brunelleschi. Gli interni sono stati affidati alle designer Elena e Giulia Sella; tra i protagonisti dell’operazione c’è l’albergatore Andrea Cecchi.

L’arrivo di trenta nuove camere nel perimetro Unesco ha suscitato le critiche di Sinistra Progetto Comune. Il capogruppo in Palazzo Vecchio Dmitrij Palagi e Francesca Lupo, consigliera del Quartiere 1, annunciano un’interrogazione alla giunta. Chiedono quanti titoli edilizi per il cambio d’uso a fini turistico-ricettivi, rilasciati prima delle norme attuali, siano ancora validi o in corso di esecuzione nel centro storico e quanti posti letto riguardino. Vogliono inoltre sapere se il rooftop fosse già previsto nel progetto autorizzato nel 2019 o sia stato aggiunto con successive varianti. Per i due esponenti, il caso pone una questione più ampia: la perdita di spazi residenziali nel centro di Firenze.

Dal Comune arriva la ricostruzione dell’iter: le prime pratiche per realizzare un albergo ai civici 4, 14, 16 e 18 di via de’ Martelli risalgono al 2018, quando la struttura era inizialmente classificata come quattro stelle. Negli anni sono seguiti altri passaggi amministrativi e proroghe. La data di apertura resta annunciata, ma agli uffici comunali, secondo quanto riferito da Palazzo Vecchio, non risulta ancora depositata la SCIA per l’avvio dell’attività. La presentazione della segnalazione, precisa l’amministrazione, può comunque avere efficacia immediata. Lo scrive la Nazione. 

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