La Procura di Firenze impugna l’assoluzione dall’accusa di bancarotta fraudolenta. La difesa contesta invece la condanna per false fatturazioni pronunciata in primo grado

Si aprirà il 12 gennaio 2027, davanti alla terza sezione della Corte d’appello di Firenze, un nuovo capitolo del processo a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. La Procura ha impugnato la loro assoluzione dall’accusa di bancarotta fraudolenta nell’inchiesta sul fallimento delle cooperative Marmodiv, Delivery Service Italia ed Europe Service, che avevano rapporti con la società di famiglia Eventi 6.

La sentenza di primo grado, pronunciata nel luglio 2024, aveva assolto i due coniugi dalla contestazione di bancarotta, condannandoli però a tre anni, due mesi e quindici giorni per episodi di false fatturazioni. La Procura, che aveva chiesto una pena di cinque anni, sostiene che Tiziano Renzi e Laura Bovoli fossero amministratori di fatto delle cooperative. La difesa respinge questa ricostruzione e ha impugnato la condanna per le fatture.

«Andremo in appello, dove avremo modo di mostrare tecnicamente come siamo estranei anche a questa contestazione», aveva dichiarato Tiziano Renzi dopo il verdetto. A rappresentare i due coniugi sono gli avvocati Federico Bagattini, Lorenzo Pellegrini, Marco Miccinesi e Francesco Pistolesi. La Procura non ha invece impugnato l’assoluzione di Matilde Renzi: per lei il procedimento è concluso.

Dopo la prima udienza del 12 gennaio, la Corte ha fissato un’altra data per il 14 gennaio e, se la discussione dovesse proseguire, una terza per l’8 febbraio. Lo scrive la Nazione. 

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