E' la scommessa di Felsina, azienda di Castelnuovo Berardenga (Siena) tra le più rappresentative del Chianti classico

Il Sangiovese come faro e la resilienza in vigna davanti ai cambiamenti climatici con la sperimentazione di soluzioni 'green', come il 'biochar', per mitigare gli effetti della carenza di piogge. E' la scommessa di Felsina, azienda di Castelnuovo Berardenga (Siena) tra le più rappresentative del Chianti classico, oggi guidata dall'imprenditore ravennate Giovanni Poggiali.

La cantina senese, a conduzione biologica, è impegnata da tempo in uno studio, insieme al Cnr, con l'impiego nei vigneti del biochar: carbone di origine vegetale, ottenuto dagli scarti e biomasse prodotte in vigna o in boschi di proprietà in un'ottica di circolarità dei rifiuti, usato come ammendante trai filari.
Il biochar migliora la fertilità del suolo e al tempostesso favorisce la ritenzione e l'infiltrazione idrica nelterreno. Inoltre, rimane stabile nel suolo per periodi molto lunghi apportando continui benefici. 
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