A Marassi sfida nella sfida dopo la sosta

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Le strade di Daniele De Rossi e della Fiorentina s'incroceranno alla ripresa del campionato in un altro curioso scherzo del destino. L'anno scorso DDR fece il suo debutto da tecnico del Genoa proprio contro i viola, subentrando all'esonerato Vieira, mentre sulla panchina della Fiorentina debuttava Paolo Vanoli. De Rossi, tra l'altro, era uno dei quei tecnici che venne accostato proprio al club gigliato nei giorni di sbando del post Pioli. Alla fine la dirigenza viola optò per Vanoli, con DDR che approdò in rossoblu. In quel caso fu pari 2-2 al Ferraris, come fu pari anche al ritorno al Franchi, in uno 0-0 che sancì la salvezza dei viola in un tripudio di fischi.

Un altro incrocio, dunque, la cui curiosità non sta tanto nei 90' di partita di quel 36° turno di campionato, quanto nel fatto che De Rossi fosse uno dei papabili per raccogliere l'eredità di Vanoli sulla panchina della Fiorentina. In lizza c'erano lui, Grosso e Iraola. Alla fine è arrivato l'ex Sassuolo, mentre DDR è rimasto a Genova anche in virtù di un'opzione di rinnovo che venne esercitata da parte del club rossoblu, per quanto ci fosse una clausola che avrebbe permesso ad altri di poterlo strappare via. Al termine di quel Fiorentina-Genoa Vanoli si presentò il sala stampa con la maglia raffigurante Commisso e la scritta Grazie Rocco, difendendo il proprio lavoro dicendo di meritarsi la conferma da parte di Paratici etc. Anche qui, altro curioso incrocio del destino, visto che da lì a breve sarebbe arrivato Grosso.

De Rossi, d'altronde, era molto legato al precedente ds della Fiorentina, quel Pradè che più volte aveva avuto contatti con l'ex Roma, da calciatore e da allenatore. Quando De Rossi lasciò la Roma per andare al Boca, infatti, leggende narrano di come il calciatore fosse già in viaggio per Firenze, salvo poi ripensarci e andare in Argentina. Poi ci fu la possibilità di vederlo sulla panchina viola, nel 2020, quando fu Rocco Commisso in persona a escludere l’ipotesi, considerando De Rossi ancora troppo inesperto e preferendo andare avanti con Iachini. Come ricordato in precedenza, nelle settimane in cui Pioli andava sempre più giù fu Pradè a non affondare il colpo, poiché il ds lo reputava un tecnico troppo vicino ai suoi legami romanisti, in un clima che su Pradè si era fatto pesante. Fin qui il passato, poi ci sono presente e futuro ad allungare il copione.

Sì perché alla ripresa dalla sosta De Rossi sa che non può più sbagliare. In classifica ha rimediato solamente un punto in cinque giornate, con 4 ko e 1 pareggio col Frosinone. Attenzione, perché se vincesse il Genoa raggiungerebbe proprio la Fiorentina a 4 lunghezze in classifica, col solamente che passerebbe dalla parte della Fiorentina stessa. Guai a sbagliare per il Genoa e per De Rossi, dunque, ma idem dicasi per i viola e per Vanoli. Dopo i segnali di vita con Venezia, Pisa in Coppa Italia e Napoli, infatti, serve trovare conferme a Marassi, con annessi ulteriori progressi. Ripartire con un brusco passo indietro è esattamente ciò che non dovrà accadere, anche alla luce del filotto successivo di gare che vedranno la Fiorentina sfidare Como in casa, Inter fuori, Atalanta in casa, Sassuolo fuori e Juventus in casa.

Presentarsi alla sfida coi lariani di Kean e Fabregas con alle spalle una vittoria col Genoa sarebbe l'ideale, con l'incrocio di destini che, in tal senso, potrebbe vedere De Rossi al capolinea proprio contro l'avversario con cui aveva iniziato la sua avventura al Genoa. Sipario.
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