Venerdì il concerto sinfonico vede l'esecuzione dell'ultima sinfonia "London" di Haydn e della monumentale Settima di Bruckner, sotto la direzione del giovane direttore

A pochi giorni di distanza dall’esecuzione della seconda sinfonia di Mahler torna la grande musica al Teatro del maggio. Venerdì alle 20, ancora sotto la direzione del giovane maestro Thomas Guggeis, verrà eseguita la Sinfonia n. 104 in re maggiore Hob I 104, London di Franz Joseph Haydn e a seguire la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner.

La Sinfonia n.104 detta London è l'ultima delle sue sinfonie e fa parte del secondo gruppo delle dodici cosiddette "londinesi" perché composte per il pubblico locale dietro sollecitazione di Solomon impresario e violinista. La «London» venne eseguita per la prima volta il 13 febbraio 1795 al King's Theatre per i concerti organizzati da Viotti. La musica di Haydn con le ultime sinfonie è diventata sempre meno cameristica ma ormai completamente sinfonica con un aumento dell'organico, che comprende ormai stabilmente clarinetti, trombe e timpani.
La Sinfonia n. 104 si apre con una sezione lenta (Adagio) introduttiva rispetto a una vasta forma sonata. Il primo tema dell'Allegro è una breve frase discendente dei violini che si ripresenta poi in forma variata, anche come secondo tema.

L’Andante che funge da secondo tempo si articola nella forma, cara a Haydn, del tema con variazioni, il Minuetto si avvale di soluzioni timbriche interessanti, come il crescendo dei timpani intervallato da pause improvvise che divengono più lunghe ad ogni nuova apparizione, e poi di una sezione scorrevole. Il finale infine riprende il tempo iniziale, essendo articolato in una forma sonata monotematica. Il tema principale, dal sapore slavo si ripresenta continuamente nelle combinazioni e nelle vesti più diverse.

Piatto forte della serata è la Sinfonia n.7 di Bruckner che ha una durata di circa 70 minuti ed è una delle opere più significative del compositore austriaco. Scritta tra il 1881 e il 1883, questa sinfonia è considerata una delle composizioni più accessibili e orecchiabili di Bruckner, grazie alle sue melodie appassionate e alle armonie ricche. Strutturata nei quattro movimenti tradizionali: Allegro moderato, Adagio, Scherzo e Finale, la sinfonia è caratterizzata da un notevole senso di grandiosità e drammaticità, che Bruckner raggiunge attraverso l'uso di ampie orchestrazioni e potenti climi sonori. Alla prima a Vienna nel 1886 riscosse un grande successo, come ricorda il critico Eduard Hanslick: “Certo non era mai capitato a nessun compositore di esser chiamato alla ribalta quattro o cinque volte dopo ciascun movimento” ma fu da lui invece osteggiata perché la riteneva “innaturale, rigonfia, malaticcia” forse per la forte impronta wagneriana che la caratterizza e che contiene nel secondo movimento un omaggio palese a Wagner che Bruckner ammirava tantissimo e che morì proprio mentre il compositore stava ultimando l’Adagio. Il movimento raggiunge per questo il suo culmine emotivo nel corale intonato dalle tube wagneriane, strumenti tanto cari a Wagner utilizzati nella Tetralogia. Vediamo in sintesi i quattro movimenti.

I movimento – Allegro moderato ha un inizio pacato, sereno, sul tremolo degli archi. La musica poi trasmette pace, tranquillità. Dopo qualche alto e basso permane la sensazione di serenità, poi enfatizzata dai corni sui violini; chiudono trombe e timpani.

II movimento, come detto, è ispirato da una premonizione della morte di Wagner e si riconoscono due temi principali; molto espressivo e appassionato il primo, sereno e scorrevole il secondo. Il lungo e tormentato crescendo esplode nell’ode funebre solennemente intonata da quattro tube wagneriane.

III movimento – Scherzo: (Molto veloce); Trio: (Leggermente più lento) è di costruzione molto semplice ed evoca tratti beethoveniani.

Il finale infine (Mosso, ma non veloce) propone un motivo che deriva dalla trasformazione del tema d’apertura della sinfonia conferendo unitarietà alla composizione. Sonorità piene, quasi organistiche, introducono un fugato dai toni encomiastici e infine gli ottoni e i corni annunciano la maestosa conclusione finale.
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