FIRENZE – Un progetto interamente a carico del sistema sanitario pubblico della Toscana per garantire a bambine ed adolescenti, a rischio di sterilità a causa di patologie, interventi chirurgici o terapie salvavita, la possibilità di diventare madri in futuro senza dover ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. L'iniziativa, già operativa, è stata illustrata questa mattina durante un incontro al Meyer Health Campus di Firenze.
Il percorso si basa sulla crioconservazione del tessuto ovarico sano – prelevato prima che le giovani pazienti inizino a produrre ovuli – e sul suo successivo reimpianto anche a distanza di anni. L'innovazione, che rappresenta il primo progetto di questo genere in Italia all'interno di strutture pubbliche, consiste nell'aver codificato una procedura omogenea per tutti i presidi sanitari toscani attraverso una rete regionale coordinata dall'Ospedale Pediatrico Meyer, con l'obiettivo di informare tempestivamente le famiglie: la tempestività del prelievo è infatti fondamentale prima dell'avvio di terapie o interventi.
"Domani una bambina che senza questa procedura avrebbe molto probabilmente perso la possibilità di diventare madre potrà essere sottoposta al prelievo di cellule ovariche che saranno congelate a Careggi", spiega l'assessora regionale alla salute Monia Monni. "Quando avrà finito le terapie importanti a cui deve essere sottoposta le saranno reimpiantate per restituirle la possibilità di procreare. Un sistema sanitario pubblico offre così, in un ambito di eccellenza assoluta, non solo la capacità di guarire ma anche di poter scegliere e decidere se il loro futuro sarà un futuro di mamme".
"Creare una rete vuol dire far sì che ogni chirurgo, anche alle tre di mattino, abbia la formazione adatta per operare nel modo più adatto a preservare la fertilità", sottolinea Alberto Mattei, direttore del dipartimento materno-infantile dell'Asl Toscana Centro.
L'intervento di prelievo si presenta rapido e sicuro: "Dura meno di un'ora, è mini-invasivo e richiede una sola notte in ospedale", evidenzia Enrico Ciardini, direttore della chirurgia pediatrica toracica neonatale e urologica del Meyer.
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