Sciopero e presidio al Mimit: i sindacati chiedono un confronto prima della scadenza della procedura collettiva dell’8 novembre

Otto dei 21 dipendenti della sede fiorentina di Zenita Group, ospitata negli spazi di The Social Hub in viale Belfiore, sono coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda. Ieri i lavoratori hanno scioperato e manifestato davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, chiedendo l’apertura di un tavolo istituzionale.
La società, ex Maticmind, opera nel settore dell’integrazione di sistemi informatici e conta circa 800 dipendenti in Italia. Prima dell’estate aveva annunciato 137 trasferimenti, poi diventati licenziamenti. La procedura collettiva aperta successivamente riguarda complessivamente 173 lavoratori.
«Fin da subito abbiamo denunciato che i trasferimenti non erano altro che licenziamenti mascherati», afferma Massimiliano Rossi, funzionario della Fiom Cgil Firenze, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia europea sui trasferimenti imposti a grande distanza che, se rifiutati, comportano la cessazione del rapporto di lavoro.
Fim, Fiom e Uilm avevano richiesto un incontro al ministero già prima della pausa estiva. Secondo la Fiom, il tavolo non è stato ancora convocato. «Il Mimit si è reso disponibile a un incontro ma non ha fatto sapere la data. E l’8 novembre scadono i termini della procedura di licenziamento collettivo», sottolinea Rossi. Il sindacato richiama inoltre la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti nell’assetto societario, chiedendo chiarezza sulle strategie industriali e sulla tutela dell’occupazione.
A Firenze sono interessati tre Project Manager e cinque addetti con ruoli di Solution Engineer, Order Management, Sales Support Specialist, Service Manager e Cyber Security Analyst. «Queste figure scompariranno dall’organico di Firenze, depotenziando la sede», conclude Rossi. Lo scrive la Nazione. 
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