Quindici commercianti di piazza San Marco e via Cavour porteranno il Comune di Firenze davanti al giudice civile il 18 febbraio per chiedere complessivamente 1,5 milioni di euro di risarcimenti legati ai cantieri della Vacs, la Variante per il centro storico della tramvia. Gli esercenti, assistiti dall’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason e sostenuti da Confcommercio, contestano i mancati rimborsi di Tari e Cosap e la perdita degli incassi.
Secondo i negozianti, durante i tre anni e quattro mesi di lavori Palazzo Vecchio avrebbe riconosciuto ristori soltanto per il primo anno. La richiesta comprende circa 500mila euro per Tari e Cosap e un milione per i mancati guadagni, attribuiti ai disagi provocati da transenne, rumori, deviazioni e marciapiedi chiusi. Non si è concretizzata l’ipotesi di un accordo da 200-300mila euro, mentre, secondo fonti interne citate nell’articolo, le risorse promesse dalla precedente amministrazione per il triennio 2022-2024 non sarebbero mai state stanziate.
Con l’udienza fissata, si restringono i tempi per una mediazione. «Con il Comune non abbiamo più nulla da dirci. La pratica è in mano al nostro avvocato, ci si vedrà in Tribunale», affermano i commercianti, che ribadiscono: «Non cerchiamo favoritismi, ma un risarcimento proporzionato al danno subito».
Secondo i negozianti, durante i tre anni e quattro mesi di lavori Palazzo Vecchio avrebbe riconosciuto ristori soltanto per il primo anno. La richiesta comprende circa 500mila euro per Tari e Cosap e un milione per i mancati guadagni, attribuiti ai disagi provocati da transenne, rumori, deviazioni e marciapiedi chiusi. Non si è concretizzata l’ipotesi di un accordo da 200-300mila euro, mentre, secondo fonti interne citate nell’articolo, le risorse promesse dalla precedente amministrazione per il triennio 2022-2024 non sarebbero mai state stanziate.
Con l’udienza fissata, si restringono i tempi per una mediazione. «Con il Comune non abbiamo più nulla da dirci. La pratica è in mano al nostro avvocato, ci si vedrà in Tribunale», affermano i commercianti, che ribadiscono: «Non cerchiamo favoritismi, ma un risarcimento proporzionato al danno subito».
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