Il leader di Italia Viva punta sull’unità del centrosinistra, ma Marco Stella respinge l’appello agli azzurri

Matteo Renzi chiude la Leopolda scegliendo un ruolo di raccordo nel campo largo. «Stimo molto Elly Schlein perché quando fu in disaccordo con me ebbe il coraggio di dirmelo», afferma, tendendo la mano anche a Giuseppe Conte, con alcuni paletti: niente nuove intese con Salvini e Giorgetti e nessun sostegno a Trump.
Il leader di Italia Viva si rivolge poi ai centristi e ai riformisti di Forza Italia, invitandoli a unirsi al progetto in nome dei valori europei. Un’apertura respinta dal coordinatore regionale azzurro Marco Stella, che contesta la credibilità di Renzi e la diversa collocazione del suo partito: all’opposizione della giunta Funaro a Firenze e in maggioranza con Giani in Regione.
«Se il centrosinistra sta unito, la partita è chiusa. Vinciamo», sostiene Renzi, indicando come priorità la sconfitta di Giorgia Meloni rispetto alla scelta di premier e ministri. A segnare il clima di distensione con il Pd è anche la presenza alla manifestazione di Caterina Biti, Bernard Dika e Andrea Giorgio, coordinatore dem toscano e vicino a Schlein. Lo scrive la Nazione. 
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