Dopo tre anni in At rinuncia al posto fisso e riprende l’università per tutelare la qualità della vita

Antonio era arrivato a Firenze dal Sud dopo le superiori e, a 23 anni, aveva colto l’opportunità dell’Accademia di Autolinee Toscane. Dopo tre anni alla guida dei bus, ha deciso di lasciare a un mese dal contratto a tempo indeterminato. A pesare è stato anche il carovita: «Prendevo 1.500 euro al mese», racconta, spiegando che almeno 700-800 euro servivano soltanto per l’affitto.
Alle difficoltà economiche si sono aggiunti ritardi, traffico e tensioni con i passeggeri. Antonio riferisce di essere stato minacciato di morte a luglio da un uomo esasperato per le corse saltate. Secondo l’ex autista, cantieri e ostacoli lungo i percorsi rendono impossibile rispettare alcuni orari, riducendo anche le pause al capolinea.
«Ne va della qualità di vita e della salute mentale», spiega Antonio, che ha scelto di tornare al Sud, dove vive la sua ragazza, e iscriversi nuovamente all’università. Per trattenere gli autisti propone orari più realistici, corsie preferenziali, stipendi da 1.800 euro e controlli di polizia a bordo: «Così molti rimarrebbero». Lo scrive la Nazione. 
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