A quasi un anno dalla proposta del protocollo sulla sicurezza nei trasporti, i sindacati chiedono di completarne l’applicazione. L’accordo, promosso da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, approvato da Autolinee Toscane e Gest e firmato in Prefettura il 2 dicembre, ha portato interventi sulle cabine degli autisti e sui pulsanti d’emergenza. «Stiamo andando nella giusta direzione, ma manca ancora qualcosa e tutti i punti hanno pari importanza», sottolinea Massimo Milli, Faisa Cisal.
Fra le carenze segnalate ci sono gli avvisi vocali per spiegare ritardi e cambi di percorso disposti dalla centrale operativa: oggi è il conducente a informare i passeggeri, esponendosi alle loro reazioni. Mancano inoltre messaggi sui comportamenti da tenere a bordo e sulle conseguenze legali delle aggressioni. Milli chiede assistenza aziendale per il recupero psicofisico degli autisti aggrediti e maggiore presenza di guardie private e forze dell’ordine, segnalando che anche la squadra antidegrado della municipale non si vede più.
Andrea Maccheroni, della Uiltrasporti provinciale, riconosce che l’azienda ha adempiuto alla maggior parte dei propri impegni, ma evidenzia altre lacune: i sindacati non hanno ancora ricevuto la documentazione necessaria a individuare le linee più pericolose e predisporre un supporto. L’obiettivo, conclude Milli, è garantire a chi lavora di tornare a casa in sicurezza e far sentire protetti anche i passeggeri. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














