Un uomo denunciato dopo l’intrusione al Deas, mentre i lavoratori segnalano furti e presenze abusive negli spogliatoi

Un uomo si è introdotto sabato scorso in un reparto del Deas di Careggi, spacciandosi per primario e rovistando fra gli effetti personali dei ricoverati. Allertato dalla parente di una paziente, un infermiere lo ha trovato in un’altra camera e ha tentato di fermarlo, recuperando il suo zaino prima della fuga. Il telefono sottratto a un paziente, però, non era all’interno. Secondo quanto riferito dall’ospedale, l’uomo è stato identificato dalla polizia e denunciato a piede libero.

L’episodio riaccende le preoccupazioni dei sindacati, che un mese fa avevano segnalato presenze non autorizzate, bivacchi e movimenti sospetti soprattutto intorno al padiglione 8B e alle ex cliniche chirurgiche. Michele Tortorelli, responsabile Fp Cgil di Careggi, denuncia l’utilizzo degli spogliatoi dei dipendenti come alloggi e furti frequenti: «Lo abbiamo segnalato, ma spesso tutto si perde nel rimpallo di responsabilità e competenze». Leonardo Martelli, Fp Cisl di Careggi, aggiunge: «Non ci sentiamo ascoltati».

Nell’ospedale sono già presenti pulsanti d’allarme, sistemi di segnalazione, vigilanza nelle aree critiche e un presidio di polizia al pronto soccorso, ma per i rappresentanti dei lavoratori le misure non bastano. In una struttura con 43 edifici, circa 20mila accessi giornalieri e oltre 6mila dipendenti, chiedono più telecamere esterne, maggiore illuminazione nei parcheggi e controlli più rigorosi sugli accessi ai padiglioni, soprattutto per tutelare chi entra o esce durante la notte. Lo scrive la Nazione. 

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