Le indagini sono state condotte dalla procura con la polizia penitenziaria

Nuovi sequestri di droga e cellulari nel carcere pratese della Dogaia. Lo rende noto la procura evidenziando come "la situazione di grave illegalità continua a caratterizzare la struttura".
    
In particolare da settembre sequestrati altri tredici telefoni, con o senza scheda, rinvenuti nei reparti di alta sicurezza (la maggior parte) e in quello di media sicurezza, nelle celle o in aree comuni, nascosti in un incavo ricavato dal muro del bagno, in una intercapedine scavata nel pavimento del bagno, nel vano delle scale e in un'asciugatrice. Riguardo alla droga, oltre 10 grammi di hashish sono stati sequestrati a due diversi familiari di detenuti. Sempre a parenti di reclusi sequestrate cinque utenze cellulari e una carta di credito utilizzata per le compravendite dello stupefacente.

    
Le indagini sono state condotte dalla procura con la polizia penitenziaria.

La procura di Prato ha concluso le indagini nei confronti di 21 persone coinvolte in inchieste su estorsioni tra detenuti nel carcere di Prato nel 2025. Le indagini, sèiega la procura, hanno potuto contare anche sul "supporto" di più reclusi che "hanno assunto atteggiamento di collaborazione".
    
In particolare ricostruiti, si spiega in una nota, "due episodi estorsivi in danno di detenuti, costretti con la violenza fisica e le minacce a introdurre droga recuperata durante i permessi; due aggressioni di detenuti nei confronti di altri ristretti; plurimi comportamenti, volti a introdurre stupefacente, oltre che al rientro dei detenuti dai permessi anche a mezzo di pacchi postali, attraverso colloqui con familiari, occultamento di ovuli".
   
 La procura spiega anche che è in corso il dibattimento per episodi di violenza sessuale subiti da altrettanti detenuti dai compagni di cella, aggressioni avvenute nel gennaio 2020 e nel settembre 2023. La procura ha inoltre reso noto che a causare il decesso, il 5 agosto scorso, del detenuto 32enne nigeriano a seguito di una colluttazione fu uno "shock emorragico da rottura traumatica del fegato eziologicamente connessa ad attività di violenza". Indagati per omicidio preterintenzionale 2 albanesi e un italiano, compagni di cella.
    
"Gli episodi delittuosi in questione - commenta nel complesso la procura - si inseriscono in un contesto di diffusività di condotte criminose" nel carcere pratese caratterizzato "da un progressivo sovraffollamento, con 646 detenuti ristretti e celle" spesso con quattro detenuti, "e da numerosi episodi di assenteismo del personale, che si sta cercando di arginare". A sostegno la procura torna a chiedere al Dap di adottare "iniziative" contro l'ingresso di droga e telefoni, "il continuo alla violenza, anche di natura sessuale, e azioni di rivolta e intimidazione nei confronti del personale". Tra le soluzioni proposte "tecnologie moderne antidrone, reti protettive sul perimetro sovrastante l'edificio carcerario; invio di personale in numero adeguato; schermatura della struttura per impedire l'uso della rete internet e di quella telefonica; controlli sanitari ai detenuti che rientrano dai permessi" per scoprire se hanno ingerito ovuli di droga.
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