Il Tribunale respinge il ricorso contro il Comune, tutelato il diritto all’alloggio degli altri familiari

Il Tribunale civile di Firenze ha confermato la decadenza dall’alloggio popolare di un uomo condannato definitivamente due volte per maltrattamenti familiari, respingendo il ricorso contro il Comune di Sesto Fiorentino. Dopo anni di violenze, la moglie aveva lasciato l’abitazione nel 2017, trovando inizialmente riparo in una struttura protetta. Il Comune aveva disposto la decadenza nel maggio 2025, applicando la legge regionale toscana del 2019 che prevede l’avvio obbligatorio della procedura in presenza di condanne definitive per violenza o maltrattamenti contro il coniuge o altri familiari.

La difesa sosteneva che le condotte fossero precedenti all’entrata in vigore della norma. La giudice Daniela Garufi ha però chiarito che il presupposto del provvedimento è la condanna definitiva, intervenuta nei due casi nel giugno 2021 e nel marzo 2024, quando la legge era già vigente. Non impedisce l’applicazione della misura neppure la cessazione della convivenza con la vittima. Il Tribunale ha inoltre ritenuto irrilevanti, ai fini della decadenza, la disoccupazione dell’uomo, la dipendenza dall’alcol e la necessità di assistenza familiare richiamate dalla difesa.

L’alloggio era stato originariamente assegnato al padre, nel cui nucleo familiare l’uomo era inserito. La sentenza precisa che gli altri componenti della famiglia non perdono automaticamente il diritto all’abitazione e possono subentrare secondo la normativa. Il ricorrente è stato inoltre condannato a rimborsare al Comune, rappresentato dalle avvocate Chiara Doretti e Cristina Vannucci, 5.836,48 euro di spese legali. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies