Il Tribunale di Firenze riconosce i danni per la perdita del padre e quelli ereditati dalla madre

Fu catturato mentre mieteva il grano nel podere Badia e fucilato sul greto del Lamone insieme ad altri uomini del paese. Aveva 42 anni, una moglie e due figli di sette e dieci anni. Era il 17 luglio 1944, giorno dell’eccidio nazista di Crespino del Lamone, frazione di Marradi. Oltre ottant’anni dopo, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto ai familiari un risarcimento per quella morte, con una sentenza pronunciata il 6 ottobre dal giudice Antonio Di Marco.

Gli eredi, assistiti dall’avvocato Diego Cremona, hanno ottenuto il riconoscimento sia del danno subito dai figli per la perdita del padre sia di quello maturato dalla madre, morta nel 1988, e trasmesso per successione. La donna aveva appreso dell’uccisione mentre, insieme alle altre donne e ai bambini, era rinchiusa nella chiesa parrocchiale. La Repubblica federale di Germania è stata condannata al risarcimento per un crimine di guerra e contro l’umanità.

L’articolo indica un risarcimento di 373.515 euro, oltre agli interessi, ma riporta anche una somma di 255.740 euro per ciascun figlio, più la quota ereditata dalla madre: cifre che non risultano coerenti tra loro. Il pagamento è previsto a carico del Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze per le vittime dei crimini nazisti. Alla condanna si aggiungono 14.598 euro di spese legali, oltre agli accessori di legge. Lo scrive la Nazione. 

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