Franca, 94 anni, rischia di dover lasciare l’appartamento di Firenze nord in cui abita dall’inizio degli anni Sessanta. Vedova, invalida e quasi cieca, vive sola e si muove con un deambulatore, assistita dalla figlia che abita poco distante. Secondo il racconto della famiglia, la proprietà avrebbe comunicato il mancato rinnovo del contratto, in scadenza a febbraio, chiedendo di portare il canone da 450 a 1.200 euro mensili per consentirle di restare.
Un importo che l’anziana, titolare di pensione minima e reversibilità del marito, non potrebbe sostenere. La figlia, che preferisce mantenere l’anonimato, racconta che i rapporti sarebbero cambiati dopo il passaggio dell’immobile agli eredi e la sostituzione dell’amministratore. Si dice disponibile a contribuire a un aumento contenuto, ma lamenta l’assenza di una vera trattativa: «Passare da 450 a 1.200 euro è un’altra cosa. È una cifra impossibile».
La famiglia si è rivolta al Sunia, il sindacato degli inquilini, per cercare una soluzione. Alla scadenza del contratto potrebbe aprirsi un procedimento giudiziario, con tempi ed eventuali rinvii ancora da definire. La figlia spera che siano considerate l’età e le condizioni di salute della madre, alla quale non ha ancora comunicato la situazione per timore delle conseguenze sul suo benessere. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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