L'alluvione del 1966 rappresentò uno spartiacque nella storia della conservazione del patrimonio culturale

A sessant'anni dall'alluvione che il 4 novembre 1966 devastò Firenze, la Galleria dell'Accademia di Firenze e i Musei del Bargello promuovono la giornata di studi dal titolo 'Oltre l'emergenza. Prevenzione e gestione delle crisi a 60 anni dall'alluvione di Firenze', in programma il 2 novembre al Museo di Palazzo Davanzati.
    
Un'occasione di confronto e approfondimento che, a partire dalla memoria dell'alluvione, intende riflettere sulle strategie di tutela, sulla gestione delle emergenze e sulla capacità delle istituzioni culturali di affrontare le crisi, mettendo in dialogo esperienze storiche, pratiche di conservazione e prospettive contemporanee. L'alluvione del 1966 rappresentò uno spartiacque nella storia della conservazione del patrimonio culturale, rendendo evidente la vulnerabilità di opere d'arte, monumenti, musei e archivi di fronte alle calamità naturali.

La mobilitazione internazionale che seguì la catastrofe contribuì a sviluppare nuove competenze, metodologie e forme di collaborazione nel campo del restauro e della salvaguardia dei beni culturali. La scelta di organizzare la giornata di studi a Palazzo Davanzati, si spiega in una nota, non è casuale. Risparmiato dalla furia delle acque, il palazzo divenne, nei giorni successivi all'alluvione, un luogo fondamentale per il ricovero e il recupero delle opere danneggiate. Grazie anche al contributo del Committee to Rescue Italian Art, ospitò laboratori di restauro nei quali operarono specialisti provenienti da diversi Paesi, dando vita a un'esperienza di cooperazione internazionale di straordinaria importanza per la salvaguardia del patrimonio artistico fiorentino.

Il programma della giornata si articolerà in due sessioni, dedicate rispettivamente alla gestione delle emergenze e alla memoria delle trasformazioni subite dal patrimonio artistico e architettonico.
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