12.49 - Oltre 7mila persone hanno partecipato a Lumen, alla giornata pubblica 'Di chi è la città?!', promossa dall'Aps-Ets Icchè Ci Vah Ci Vole.
Ieri, 12 ore di incontri, dibattiti, musica e attività culturali che hanno riunito cittadinanza, associazioni, operatori culturali e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi sul futuro degli spazi collettivi a Firenze, sul riconoscimento del loro valore sociale e culturale e sulla necessità di costruire strumenti capaci di garantirne continuità e sostenibilità. Al centro della giornata, che ha visto decine di interventi di realtà associative e culturali del territorio, sono emersi due importanti percorsi di confronto con l'amministrazione comunale: la prospettiva di una concessione trentennale per Lumen e l'impegno della sindaca per un protocollo volto a riconoscere il valore sociale e culturale delle esperienze associative che non svolgono attività prettamente commerciali, si spiega in una nota. "La giornata di ieri è un punto di partenza per costruire la concessione trentennale, ma è anche un grande riconoscimento al lavoro che l'amministrazione, gli uffici e tutta l'Aps hanno fatto in questi cinque anni per arrivare a creare un precedente replicabile", sottolinea Antonio Bagni, presidente dell'Aps Icchè Ci Vah Ci Vole, evidenziando il valore di un percorso che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altre esperienze cittadine. Sul riconoscimento delle attività associative, Antonio Bagni ribadisce l'importanza del dialogo avviato con Palazzo Vecchio: "Con le altre realtà associative fiorentine abbiamo intrapreso da mesi un percorso per ottenere il riconoscimento del valore sociale e culturale di tutte quelle esperienze che non sono prettamente commerciali. L'impegno della sindaca è un ulteriore passo avanti dopo i numerosi incontri che, assieme alle altre associazioni culturali, abbiamo tenuto con l'amministrazione nei mesi scorsi".
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In migliaia hanno partecipato ieri a «Di chi è la città?!», l'iniziativa organizzata da Lumen nello spazio di via del Guarlone. Dalle 12 a mezzanotte si sono alternati musica, arte e momenti di confronto sul futuro degli spazi collettivi a Firenze. Alla giornata, promossa dall'associazione “Icchè ci vah ci vole”, ha aderito anche Piero Pelù. La raccolta fondi servirà a sostenere le spese legali legate alle presunte irregolarità contestate durante il controllo interforze dello scorso agosto.
Dal palco la sindaca Sara Funaro ha annunciato l'impegno a firmare la concessione trentennale entro dicembre, insieme ad assessori e consiglieri. «Questi sono spazi che vanno tutelati perché fanno aggregazione, cultura», ha dichiarato, indicando Lumen come possibile modello per altre esperienze negli immobili pubblici. Funaro ha inoltre promesso un regolamento per inquadrare le attività di pubblico spettacolo di queste realtà.
Restano da chiarire nelle sedi legali le contestazioni emerse dall'ispezione di agosto, durata sei ore. L'associazione considera inusuali le dimensioni e le modalità del controllo rispetto alle verifiche precedenti e rivendica di avere sempre garantita documentazione e disponibilità al confronto. La giornata ha così affiancato al sostegno economico una discussione su come conciliare rispetto delle regole, sperimentazione culturale e rigenerazione urbana. Lo scrivo la Nazione.
Ieri, 12 ore di incontri, dibattiti, musica e attività culturali che hanno riunito cittadinanza, associazioni, operatori culturali e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi sul futuro degli spazi collettivi a Firenze, sul riconoscimento del loro valore sociale e culturale e sulla necessità di costruire strumenti capaci di garantirne continuità e sostenibilità. Al centro della giornata, che ha visto decine di interventi di realtà associative e culturali del territorio, sono emersi due importanti percorsi di confronto con l'amministrazione comunale: la prospettiva di una concessione trentennale per Lumen e l'impegno della sindaca per un protocollo volto a riconoscere il valore sociale e culturale delle esperienze associative che non svolgono attività prettamente commerciali, si spiega in una nota. "La giornata di ieri è un punto di partenza per costruire la concessione trentennale, ma è anche un grande riconoscimento al lavoro che l'amministrazione, gli uffici e tutta l'Aps hanno fatto in questi cinque anni per arrivare a creare un precedente replicabile", sottolinea Antonio Bagni, presidente dell'Aps Icchè Ci Vah Ci Vole, evidenziando il valore di un percorso che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altre esperienze cittadine. Sul riconoscimento delle attività associative, Antonio Bagni ribadisce l'importanza del dialogo avviato con Palazzo Vecchio: "Con le altre realtà associative fiorentine abbiamo intrapreso da mesi un percorso per ottenere il riconoscimento del valore sociale e culturale di tutte quelle esperienze che non sono prettamente commerciali. L'impegno della sindaca è un ulteriore passo avanti dopo i numerosi incontri che, assieme alle altre associazioni culturali, abbiamo tenuto con l'amministrazione nei mesi scorsi".
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In migliaia hanno partecipato ieri a «Di chi è la città?!», l'iniziativa organizzata da Lumen nello spazio di via del Guarlone. Dalle 12 a mezzanotte si sono alternati musica, arte e momenti di confronto sul futuro degli spazi collettivi a Firenze. Alla giornata, promossa dall'associazione “Icchè ci vah ci vole”, ha aderito anche Piero Pelù. La raccolta fondi servirà a sostenere le spese legali legate alle presunte irregolarità contestate durante il controllo interforze dello scorso agosto.
Dal palco la sindaca Sara Funaro ha annunciato l'impegno a firmare la concessione trentennale entro dicembre, insieme ad assessori e consiglieri. «Questi sono spazi che vanno tutelati perché fanno aggregazione, cultura», ha dichiarato, indicando Lumen come possibile modello per altre esperienze negli immobili pubblici. Funaro ha inoltre promesso un regolamento per inquadrare le attività di pubblico spettacolo di queste realtà.
Restano da chiarire nelle sedi legali le contestazioni emerse dall'ispezione di agosto, durata sei ore. L'associazione considera inusuali le dimensioni e le modalità del controllo rispetto alle verifiche precedenti e rivendica di avere sempre garantita documentazione e disponibilità al confronto. La giornata ha così affiancato al sostegno economico una discussione su come conciliare rispetto delle regole, sperimentazione culturale e rigenerazione urbana. Lo scrivo la Nazione.
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