La giunta ha approvato il progetto definitivo dei lotti 0 e 1 della linea tramviaria 2.2, che collegherà l’aeroporto di Peretola al Polo scientifico di Sesto, passando per Castello e la Scuola dei Carabinieri. L’investimento è di 234,3 milioni di euro, compreso l’acquisto di sei tram. Il bando per affidare progettazione esecutiva e lavori è previsto entro la fine dell’anno.
Il prolungamento completo fino a piazza Lavagnini si svilupperà per quasi 6,7 chilometri. Le fermate saranno inizialmente otto, per diventare undici con l’ultima tratta. Strategico il nodo di Castello, dove sono previsti l’interscambio ferroviario e un parcheggio scambiatore. Per raggiungere il centro di Sesto, però, servono altri 59,3 milioni: il lotto 2 ha ottenuto soltanto l’approvazione tecnica e resta senza copertura finanziaria.
Le istituzioni sottolineano i benefici del collegamento per università, aeroporto e mobilità metropolitana, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata. La frequenza prevista è di quattro minuti fino all’aeroporto e di otto verso Sesto. Critico il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli, che giudica l’opera troppo costosa e chiede di ripensare il tracciato. Lo scrive la Nazione.
Il prolungamento completo fino a piazza Lavagnini si svilupperà per quasi 6,7 chilometri. Le fermate saranno inizialmente otto, per diventare undici con l’ultima tratta. Strategico il nodo di Castello, dove sono previsti l’interscambio ferroviario e un parcheggio scambiatore. Per raggiungere il centro di Sesto, però, servono altri 59,3 milioni: il lotto 2 ha ottenuto soltanto l’approvazione tecnica e resta senza copertura finanziaria.
Le istituzioni sottolineano i benefici del collegamento per università, aeroporto e mobilità metropolitana, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata. La frequenza prevista è di quattro minuti fino all’aeroporto e di otto verso Sesto. Critico il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli, che giudica l’opera troppo costosa e chiede di ripensare il tracciato. Lo scrive la Nazione.
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