"L'area ex-Ogr deve essere parte del polmone verde delle Cascine. Queste risposte e questa partecipazione non sono un punto d'arrivo, ma un ulteriore e incoraggiante pezzo del percorso partecipato che abbiamo intrapreso. Per dimostrare che esiste un'alternativa credibile alla speculazione: un grande spazio pubblico, verde, culturale e accessibile, restituito alla città". A dirlo è il comitato Salviamo Firenze per viverci che ha presentato oggi i risultati del questionario 'Sogni e Bisogni' a cui hanno risposto 1.118 persone.
"Il messaggio - sottolineano - è chiaro: spazi pubblici di aggregazione e cultura, e tanto verde. Il ricordo di un'estate insopportabile, ma che potremmo rimpiangere nei prossimi anni, rende inaccettabile la cementificazione di un'area climaticamente così importante. Non palazzi di vetro e calcestruzzo, ma alberi di alto fusto, acqua, ombra".
I dati del questionario sono stati analizzati con il supporto del professore Massimiliano Andretta dell'Università di Pisa. Nel dettaglio, il primo elemento che emerge è la centralità del verde. Alla domanda sui bisogni dell'area, 862 persone, il 77,1%, scelgono più alberi e verde; 605, il 54,1%, indicano orti, giardini e biodiversità. Calcolando l'unione delle due opzioni senza contare due volte chi le ha selezionate entrambe, si arriva a 1.028 rispondenti, pari al 91,9%. Per quanto riguarda la destinazione dei capannoni, la cultura e lo spettacolo raccolgono 746 preferenze (66,7%), quindi associazioni e spazi di comunità 686 (61,4%). "Il risultato invita a pensare i capannoni come una infrastruttura civica e culturale nella quale convivano spazi continuativi per associazioni, produzione culturale, formazione e attività aperte".
Per quanto riguarda invece quello che i cittadini non vorrebbero nell'area, la prima scelta è nuove edificazioni e del consumo di suolo: 513 menzioni, pari al 52,8%
"Il messaggio - sottolineano - è chiaro: spazi pubblici di aggregazione e cultura, e tanto verde. Il ricordo di un'estate insopportabile, ma che potremmo rimpiangere nei prossimi anni, rende inaccettabile la cementificazione di un'area climaticamente così importante. Non palazzi di vetro e calcestruzzo, ma alberi di alto fusto, acqua, ombra".
I dati del questionario sono stati analizzati con il supporto del professore Massimiliano Andretta dell'Università di Pisa. Nel dettaglio, il primo elemento che emerge è la centralità del verde. Alla domanda sui bisogni dell'area, 862 persone, il 77,1%, scelgono più alberi e verde; 605, il 54,1%, indicano orti, giardini e biodiversità. Calcolando l'unione delle due opzioni senza contare due volte chi le ha selezionate entrambe, si arriva a 1.028 rispondenti, pari al 91,9%. Per quanto riguarda la destinazione dei capannoni, la cultura e lo spettacolo raccolgono 746 preferenze (66,7%), quindi associazioni e spazi di comunità 686 (61,4%). "Il risultato invita a pensare i capannoni come una infrastruttura civica e culturale nella quale convivano spazi continuativi per associazioni, produzione culturale, formazione e attività aperte".
Per quanto riguarda invece quello che i cittadini non vorrebbero nell'area, la prima scelta è nuove edificazioni e del consumo di suolo: 513 menzioni, pari al 52,8%
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














