Ad accoglierlo il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro


13:15 -
 Fra gli applausi di una piccola folla di curiosi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lasciato la Basilica di Santa Croce, dov'è stato in visita privata per circa mezz'ora. Mattarella al suo arrivo era stato accolto da padre Franco Buonamano, padre guardiano e rettore della Basilica, e da Irene Sanesi, presidente dell'Opera di Santa Croce; presenti alla visita anche la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, e la prefetta di Firenze Francesca Ferrandino. Poco dopo Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha poi raggiunto la stazione di Santa Maria Novella per ripartire in treno. Alla stazione il presidente della Repubblica è stato applaudito dai passeggeri presenti in sala di attesa e Mattarella ha risposto salutando con la mano. 

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12:40 -
 Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato alla Basilica di Santa Croce a Firenze per una visita privata, dopo aver partecipato alla cerimonia inaugurale del Festival delle regioni a Palazzo Vecchio. Il capo dello Stato visiterà, fra l'altro, la Cappella Bardi dove si è appena concluso il restauro degli affreschi di Giotto dedicato a 'Storie della vita di San Francesco d'Assisi'.

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12:12 -
"Quest'anno il Festival è incentrato su diverse tematiche che confluiscono nella trattazione dalla prospettiva del cambiamento, delle profonde e diffuse trasformazioni che segnano la stagione in cui viviamo. Il cambiamento oggi procede a ritmo sempre più veloce, sospinto dalla scienza e dalla tecnologia che incidono in ogni ambito delle nostre vite. Anche alle istituzioni è richiesto il coraggio di cambiare, considerando i processi in corso, che hanno, come sappiamo, una dimensione globale".

"Occorre agire rapidamente e con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati" dell'intelligenza artificiale che è "una straordinaria tecnologia. È essenziale predisporre e applicare una regolamentazione appropriata. L'Unione Europea - all'avanguardia, come avviene in diversi ambiti e come sarebbe saggio riconoscere - ha già posto in essere una disciplina tra le più avanzate in ambito internazionale - in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale in modo da precluderne impieghi contrastanti con l'interesse generale e i diritti fondamentali".

"Il rischio, talvolta riconosciuto anche dalle stesse big tech, è che lo sviluppo dei modelli attraverso l'apprendimento automatico conduca a una perdita di controllo dei processi tecnologici. L'esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in condizione di prevedere. Se ci limitassimo ad essere spettatori dell'espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia".

"Già oggi è evidente come la manipolazione dell'informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi delle potenzialità offerte dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non solo a livello commerciale, fenomeno, quest'ultimo, ampiamente presente nella esperienza quotidiana".

"La consapevolezza della necessità di fare sistema tra gli enti territoriali è espressione di una cultura istituzionale che valorizza l'articolazione della Repubblica in chiave collaborativa, in coerenza con i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza".

"Sono trascorsi 25 anni dalla riforma del Titolo V che ha ridisegnato il sistema degli enti territoriali Una riforma approvata a maggioranza e condizionata dal clima che si determina ad ogni fine legislatura, ma i cui principi apparivano condivisi dalla gran parte delle forze politiche. Governi di diverso colore politico si sono succeduti impegnandosi poi ad attuare quella riforma che ha rappresentato il fondamento sul quale le regioni hanno operato, acquisendo una nuova dimensione anche agli occhi dei cittadini. Quella riforma è risultata un punto di equilibrio, una valida base per realizzare un nuovo modello di autonomia regionale".

C'è "un campo di assoluta priorità. Quello che il Presidente Fedriga ha definito "uno dei grandi patrimoni della Repubblica" e uno "dei sistemi universalistici di maggior valore": il Servizio sanitario nazionale. Questa opinione è condivisa dalla grande maggioranza dei nostri concittadini, consapevoli della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione"

"Un contributo importante" al settore della Sanità "è venuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dalle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea attraverso il Dispositivo istituito in risposta alla crisi economica e sociale determinata dalla pandemia. Un Piano flessibile, soggetto a otto revisioni, per adattarlo ai cambiamenti via via intervenuti e alle nuove esigenze nel frattempo emerse. L'Italia, con una dotazione di oltre 194 miliardi di euro - di cui ha già ricevuto finora 166 miliardi - è stata la principale beneficiaria europea di questo dispositivo. Le risorse sono state destinate, per il 37 per cento, a finalità sociali e 15,6 miliardi specificatamente alla salute.
  Tra gli interventi della decima e ultima rata figurano importanti misure in materia di salute, tra le quali l'attivazione di 1270 case di comunità e di 327 Ospedali di comunità, la creazione di oltre 6000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l'acquisto di 3.200 grandi apparecchiature sanitarie, l'assistenza di 566 mila persone tramite la telemedicina e l'alimentazione del fascicolo sanitario elettronico attraverso documenti clinici digitali".

"In virtù del Pnrr il nostro sistema sanitario - attraverso l'impegno delle Regioni e delle Province autonome -ha potuto quindi avviare un significativo adeguamento organizzativo nel segno della promozione dell'autonomia e del decentramento, in coerenza con l'articolo 5 della Costituzione. Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino e che i cambiamenti effettuati migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati. Si tratta di una responsabilità che le interpella in maniera ineludibile e a cui tutte - particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati - hanno il dovere di corrispondere".

"È da augurarsi che, a livello della stessa Unione europea, le procedure previste per l'impiego delle risorse del dispositivo per la ripresa e la resilienza, con i necessari adattamenti, trovino applicazione anche con riferimento ad altri fondi europei con importante valenza economica e sociale. È stata una positiva prova di efficienza di tante amministrazioni ai diversi livelli. L'unità di intenti, la proficua collaborazione, il perseguimento di obiettivi condivisi - che costantemente riscontro nel partecipare alle assise delle Regioni, delle Province e dei Comuni - rappresentano per la Repubblica una risorsa fondamentale che alimenta la necessaria fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La qualità del lavoro svolto è attestata dalle valutazioni positive del ruolo di numerose amministrazioni regionali e locali, così come dagli ampi consensi riscossi da tanti Presidenti di regione e da tanti Sindaci".

"È da augurarsi che, a livello della stessa Unione europea, le procedure previste per l'impiego delle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, con i necessari adattamenti, trovino applicazione anche con riferimento ad altri fondi europei con importante valenza economica e sociale".


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10:58 -
Mattarella, è appena arrivato a Palazzo Vecchio dove parteciperà alla cerimonia di apertura del 5/o Festival delle Regioni e delle Province autonome. Il presidente della Repubblica ha raggiunto piazza della Signoria dove curiosi e, soprattutto, turisti erano assiepati alle transenne di protezione, smartphone in mano per foto e video. Applausi al suo arrivo. Ad accoglierlo il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro.     

La giornata fiorentina del capo dello Stato proseguirà poi con una visita privata al complesso della Basilica di Santa Croce, tra cui la Cappella Bardi dove si è appena concluso il restauro degli affreschi di Giotto dedicato a 'Storie della vita di San Francesco d'Assisi' (1317-1325).

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10:52 -
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella è appena arrivato a Firenze, ala stazione di Santa Maria Novella, per partecipare alla cerimonia di apertura del Festival delle Regioni nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
    
A conclusione della cerimonia andrà in visita alla basilica di Santa Croce per ammirare gli affreschi restaurati di Giotto.

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La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Palazzo Vecchio è l’appuntamento centrale della giornata del Festival delle Regioni, inaugurato ieri a Firenze e in programma fino a domani. Ad accogliere il capo dello Stato ci sarà anche la sindaca Sara Funaro. La quinta edizione della manifestazione mette al centro il ruolo delle autonomie territoriali e il rapporto con lo Stato.

L’apertura si è svolta in piazza Santa Croce, dove è stata allestita la Cittadella della Protezione civile con le venti colonne mobili delle Regioni e delle Province autonome. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente toscano Eugenio Giani e il capo del Dipartimento Fabio Ciciliano. La scelta della piazza richiama il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966. Il programma coinvolge anche piazza Duomo, con il Villaggio delle Regioni, e Palazzo Strozzi Sacrati, dedicato a trasformazione digitale, robotica e intelligenza artificiale.

Oggi sono previsti gli interventi di Luca Antonini, Massimiliano Fedriga e Raffaele Fitto. Atteso anche il ministro Giuseppe Valditara, che presenterà le proposte degli studenti di Scuola Futura a Palazzo Medici Riccardi: l’incontro è stato trasferito da piazza Duomo per motivi di sicurezza. Domani la conclusione in Palazzo Vecchio con il dibattito «Le Regioni al centro dello sviluppo», al quale parteciperanno i ministri Tommaso Foti, Paolo Zangrillo e Adolfo Urso. Lo scrive la Nazione.
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