Il dato più alto dal 2015 secondo il rapporto Ispra e Snpa, con una crescita del 77% rispetto all’anno precedente

Ogni giorno in Toscana circa 1,3 ettari di terreno naturale o agricolo lasciano spazio a cantieri, edifici, strade e impianti: l’equivalente di quasi due campi da calcio. Nel 2025 il consumo netto di suolo ha raggiunto quasi 468 ettari, il valore più alto dal 2015, con un aumento del 77% rispetto al 2024 secondo il rapporto Ispra e Snpa.

A trainare la crescita è soprattutto la provincia di Firenze, con 136 ettari consumati contro i 25 dell’anno precedente, pari a quasi il 30% del totale regionale. Seguono Arezzo con 99 ettari e Siena con 81. L’aumento interessa otto province su dieci: fanno eccezione Grosseto e Massa-Carrara.

A pesare sono principalmente cantieri e costruzioni, mentre il fotovoltaico a terra ha occupato 41 ettari. A fronte di 499 ettari complessivamente trasformati, soltanto 31 sono stati ripristinati. Oggi le superfici artificiali coprono oltre 142mila ettari, il 6,22% del territorio toscano. Quando il terreno viene impermeabilizzato perde la capacità di assorbire acqua, produrre cibo e contribuire al raffrescamento dell’aria.

Il rapporto individua però anche possibilità di recupero: oltre 11mila ettari di aree urbane potrebbero essere restituiti al verde e su più di 19mila sarebbe possibile aumentare la copertura degli alberi. Un potenziale importante per contrastare una trasformazione del territorio che i ricercatori definiscono preoccupante. Lo scrive Repubblica. 
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