L’attaccante colombiano ripercorre i sei mesi in viola e la separazione nell’estate del 2019: «Il cambio di proprietà ha inciso parecchio. Poi è arrivata la chiamata dell’Atalanta»

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Sei mesi sono bastati a Luis Muriel per conservare un ricordo speciale di Firenze. Un’esperienza cominciata con una doppietta e terminata con un futuro diverso da quello che l’attaccante colombiano immaginava. Intervenuto ai microfoni del canale YouTube El Goldito, l’ex viola ha raccontato il suo passaggio alla Fiorentina e il mancato riscatto nell’estate del 2019, coincisa con l’arrivo di Rocco Commisso al posto dei fratelli Della Valle.

Muriel era approdato in riva all’Arno nel gennaio di quell’anno, voluto dall’allora direttore sportivo Pantaleo Corvino. La formula era quella del prestito dal Siviglia, con diritto di riscatto fissato a 14 milioni di euro. Il debutto in campionato, il 20 gennaio contro la Sampdoria, aveva subito acceso l’entusiasmo del pubblico: due gol e una prestazione che sembrava promettere un lungo percorso insieme.

«In quel momento mi sono trovato bene alla Fiorentina, era come tornare a casa», ha ricordato il colombiano. La stagione, però, cambiò direzione: dalle ambizioni europee alla lotta per evitare la retrocessione. Nonostante le difficoltà della squadra, Muriel chiuse la sua esperienza con 9 reti e 2 assist in 23 presenze complessive, maturando la convinzione che sarebbe rimasto: «Firenze mi ha accolto benissimo e ho segnato abbastanza, ero certo che il club mi avrebbe riscattato».

La conferma non arrivò. Secondo il racconto dell’attaccante, il passaggio di proprietà ebbe un peso determinante: «Stavo disputando la Coppa America e dalla Fiorentina non è arrivata nessuna comunicazione». Muriel ha ricordato anche di aver incontrato successivamente Commisso allo stadio e di aver ritrovato Daniele Pradè, ribadendo come, a suo giudizio, il riassetto societario avesse inciso sulla vicenda.

A inserirsi fu così l’Atalanta, con una proposta che convinse rapidamente il colombiano. Decisivi il contatto personale di Percassi e la possibilità di disputare la Champions League: «Dopo un anno e mezzo a Siviglia e quei sei mesi a Firenze, scegliere l’Atalanta che giocava la Champions League è stato semplice».

Resta il ricordo di un’intesa interrotta proprio quando Muriel pensava di aver trovato una nuova casa. E alla domanda su un eventuale rimpianto della Fiorentina, l’attaccante non dà una risposta definitiva: «Non lo so, ma il cambio di proprietà ha inciso parecchio».

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