Oltre ai 21 gol incassati in nove giornate, la squadra di Vanoli paga il digiuno delle proprie punte e una preoccupante imprecisione sotto porta

Sponsor

La fragilità difensiva non è l'unico grattacapo per la Fiorentina in questo avvio di stagione. Oltre alle ben ventuno reti incassate nel corso delle prime nove giornate di campionato, il club gigliato sta facendo i conti con il rendimento decisamente deficitario del proprio reparto avanzato, incapace fin qui di garantire un adeguato apporto in termini di marcature. Nello specifico, il tandem composto da Pellegrino e Beto ha finora messo a referto la miseria di due soli gol in Serie A, entrambi portano la firma dell'attaccante argentino.

Per quanto riguarda Pellegrino, il digiuno è ormai prolungato: l'ex centravanti non trova la via della rete da circa cinquanta giorni, ovvero da quando decise la sfida in trasferta sul campo del Venezia. Un digiuno che fa il paio con la marcatura realizzata in precedenza contro il Torino, valsa allora il momentaneo vantaggio. Lo scenario appare ancora più critico analizzando il percorso di Beto: il centravanti portoghese non è ancora riuscito a sbloccare il proprio score stagionale, palesando una condizione fisica ben lontana dai suoi standard migliori. A complicare ulteriormente le cose subentrano fattori di natura emotiva e mentale, una situazione delicata che lo stesso tecnico Paolo Vanoli ha recentemente ammesso di dover gestire in prima persona, arrivando a definire il proprio ruolo nei confronti del giocatore quasi come quello di uno psicologo.

Ad ogni modo, le criticità non si limitano ai singoli interpreti, ma sembrano estendersi all'intera manovra offensiva della squadra. A tal proposito, le statistiche registrate nell'ultima sfida disputata contro l'Atalanta risultano particolarmente indicative: i viola hanno calciato verso la porta avversaria per ben 26 volte, centrando però lo specchio in appena quattro circostanze, a fronte di un indice di pericolosità (Expected Goals, xG) pari a 1,64. Al contrario, la formazione bergamasca ha dimostrato una spietata efficacia, centrando il bersaglio in cinque occasioni su un totale di dieci conclusioni complessive.

Questo persistente difetto di mira e la cronica mancanza di cinismo sotto porta vanno così a sommarsi alle note amnesie del reparto arretrato. Nelle prossime settimane, mister Vanoli avrà il duro compito di studiare nuove soluzioni tattiche per innescare con maggiore efficacia i suoi centravanti e alzare la qualità balistica della squadra. Per abbandonare le zone calde della graduatoria e risalire la china, l'allenatore avrà inevitabilmente bisogno anche delle reti dei propri terminali offensivi, finora rimasti quasi del tutto a secco.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies