La manovra del governo preoccupa la Toscana, a partire dalla sanità: per il 2027 alla Regione arriverebbero poco più di 200 milioni aggiuntivi, contro i circa 500 attesi per coprire l’aumento delle spese e dei fabbisogni. Il presidente Eugenio Giani giudica le risorse «totalmente insufficienti» e denuncia anche la mancata copertura degli aumenti contrattuali, che pesano per 130 milioni. A rischio anche parte degli introiti dell’idroelettrico, con una quota tra il 50 e l’80% destinata allo Stato.
Sul fronte scolastico, secondo la Flc Cgil Toscana, tra il 2027 e il 2028 verrebbero meno circa 700 assunzioni: 500 docenti e 200 custodi. Il sindacato teme un maggiore ricorso a supplenze e precarietà. Per i Comuni, invece, l’assenza di compensazioni statali per gli aumenti contrattuali dei dipendenti, costati circa 55 milioni nel 2026, rischia di rallentare ulteriormente le nuove assunzioni.
Preoccupate anche le fondazioni bancarie: l’aumento della pressione fiscale potrebbe ridurre le risorse disponibili per iniziative sociali, culturali ed educative. Luca Gori, presidente della Fondazione CariPistoia e referente toscano dell’Acri, avverte che a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto territori, volontariato, scuole e università. Lo scrive Repubblica.
Sul fronte scolastico, secondo la Flc Cgil Toscana, tra il 2027 e il 2028 verrebbero meno circa 700 assunzioni: 500 docenti e 200 custodi. Il sindacato teme un maggiore ricorso a supplenze e precarietà. Per i Comuni, invece, l’assenza di compensazioni statali per gli aumenti contrattuali dei dipendenti, costati circa 55 milioni nel 2026, rischia di rallentare ulteriormente le nuove assunzioni.
Preoccupate anche le fondazioni bancarie: l’aumento della pressione fiscale potrebbe ridurre le risorse disponibili per iniziative sociali, culturali ed educative. Luca Gori, presidente della Fondazione CariPistoia e referente toscano dell’Acri, avverte che a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto territori, volontariato, scuole e università. Lo scrive Repubblica.
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