"Entro la fine del 2026 sarà approvata la delibera di ripartizione del fondo sanzioni 2026 che ammonta a 6,3 milioni di euro, cresciuto di oltre 1 milioni di euro" dall'anno scorso."L'Asl Toscana centro ha proposto la prosecuzione del piano 'lavoro sicuro' dando però un taglio diverso non solo basato sull'etnia della titolarità aziendale ma soprattutto su fattori di rischio dei singoli comparti, per un totale di 800 controlli annui a cui andrà affiancata attività di assistenza e formazione". Lo ha detto l'assessore regionale alla salute, Monia Monni, rispondendo in Consiglio regionale all'interrogazione della capogruppo Fdi, Chiara La Porta, in merito alle attività svolte da Regione Toscana in materia di controlli per la sicurezza sul lavoro e per il contrasto dell'illegalità. Monni ha spiegato il nuovo piano dell'asp Toscana Centro "che si chiamerà ancora 'lavoro sicuro' interesserà i comparti più a rischio", tra questi il tessile a Prato, la metalmeccanica a Firenze, il conciario a Empoli e "a Pistoia un comparto ancora da definire". Monni ha ricordato che la normativa nazionale prevede almeno il controllo del 5% dell'aziende sul territorio e che "la Toscana ha livelli ampiamente superiori" pari, per esempio, all'8,3% del 2025.Chiara La Porta ha replicato dicendo di "non essere soddisfatta perché di recente abbiamo avuto a Prato l'ennesimo omicidio in un dormitorio abusivo.Non ho capito la rimodulazione dell'Asl Toscana Centro che non si concentra sull'etnia delle ditte, ma è chiaro che abbiamo un problema di schiavitù, di mafia all'interno della provincia di Prato.Un territorio che ha bisogno di un intervento mirato e urgente".
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