'I 31,2 milioni indicati da Plures si riferiscono a somme che non sono presenti nei Piani economico-finanziari approvati da Ato Toscana Centro'

Polemiche a Firenze su Plures: il consigliere della lista Schmidt e presidente della Commissione Controllo Paolo Bambagioni ha inviato oggi un atto alla sindaca Sara Funaro, al direttore dell'ufficio del sindaco Massimo Achilli, alla vicesindaca e presidente di Ato Toscana Centro Paola Galgani, al sindaco di Prato e vicepresidente di Ato Matteo Biffoni, all'assessore alle partecipate di Palazzo Vecchio c, al direttore delle partecipate Enrico Maria Peruzzi, al presidente del Collegio dei revisori Andrea Bonechi e ai vertici di Plures dove si fa riferimento a "un disallineamento contabile da circa 30 milioni di euro tra Comune di Firenze e la partecipata Plures, un'istanza rimasta senza riscontro e un termine di sette giorni prima della trasmissione di un esposto alla Corte dei Conti e all'Anac".
    
L'assessore Bettarini, in una nota, parla di "lettura sbagliata dei dati. I 31,2 milioni indicati da Plures si riferiscono a somme che non sono presenti nei Piani economico-finanziari approvati da Ato Toscana Centro e che, pertanto, non sono ancora state riconosciute nell'ambito del procedimento regolatorio previsto dal metodo tariffario Arera Mtr3 e dal piano economico-finanziario che l'autorità Toscana Centro approva con le tariffe nel periodo di riferimento".

    
"Non c'è dunque alcun debito occultato anzi - conclude Bettarini - Ci sono partite che dovranno essere verificate e riconciliate secondo le procedure previste e sulla base delle determinazioni di Ato. L'amministrazione comunale agisce nel rispetto delle norme, degli atti e delle proprie responsabilità contabili".

     
"Quanto agli ultimatum - aggiunge Bettarini -, vorrei ricordare al consigliere Bambagioni che il Comune non si governa con le scadenze dettate attraverso comunicati stampa. Le istituzioni hanno procedure, competenze e responsabilità precise, che vanno rispettate. Non accettiamo che una questione tecnica e amministrativa venga trasformata in un caso politico o in uno strumento di allarme. Siamo sempre disponibili a fornire chiarimenti nelle sedi opportune, ma non prendiamo lezioni sul rispetto delle regole né accettiamo pressioni o ultimatum". 
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