Estendere ai rider le tutele previste dall’ordinanza regionale contro il caldo, accompagnando gli eventuali stop alle consegne con strumenti di sostegno economico. È la richiesta al centro della mozione di Firenze Democratica approvata, con alcuni emendamenti, dalla commissione Lavoro del Consiglio comunale di Firenze. A illustrarne contenuti e obiettivi è Cecilia Del Re, consigliera comunale e capogruppo di Firenze Democratica.
«Con l’aumento delle temperature, che è un dato ormai strutturale e non più soltanto episodico, cambiano anche le condizioni lavorative», spiega Del Re. Un problema che riguarda chi lavora all’aperto, ma anche chi svolge le proprie mansioni in ambienti chiusi senza aria condizionata, con conseguenze sulla salute e sulla sicurezza.
Durante l’estate il gruppo di Firenze Democratica ha sollevato il tema per diverse categorie: dagli operai impegnati nei cantieri della tramvia nelle ore più calde ai rider, fino al personale dei musei civici. «Abbiamo segnalato la presenza di lavoratori nei cantieri anche nelle giornate a rischio caldo e denunciato, insieme ad altri gruppi consiliari, le condizioni di chi lavora nei musei comunali dove manca l’aria condizionata», ricorda la capogruppo.
Per i rider, la richiesta è di intervenire sulla prossima ordinanza della Regione Toscana. Come evidenzia Del Re, il provvedimento regionale ha interessato agricoltura, florovivaismo, edilizia e cave, senza includere il settore delle consegne a domicilio. Una scelta diversa da quella adottata da altre Regioni, tra cui Emilia-Romagna e Marche, citate dalla consigliera.
Il punto, però, non è soltanto prevedere una sospensione delle attività nelle fasce orarie e nelle giornate più pericolose. Occorre anche evitare che la tutela della salute comporti una perdita di reddito per chi viene pagato in base alle consegne effettuate.
«Se imponi uno stop al lavoro, questi lavoratori in quella fascia oraria non guadagnano», osserva Del Re. Per questo la mozione chiede che l’eventuale inserimento dei rider nell’ordinanza sia preceduto da un confronto con le parti sociali e sindacali, coinvolgendo anche il Governo per individuare coperture economiche e indennità che compensino le ore di attività non svolte.
Nel corso dell’esame in commissione, riferisce la capogruppo, il testo è stato integrato con richiami alle raccomandazioni già rivolte dalla Regione al settore e a una proposta di legge depositata in parlamento a prima firma dell’Onorevole Gribaudo sul riconoscimento di ammortizzatori sociali anche per categorie come i rider, in caso di astensione forzata dal lavoro per il rischio caldo.
«C’è soddisfazione per il percorso che l’atto ha fatto in commissione», conclude Del Re. L’obiettivo è arrivare alla prossima estate con maggiori strumenti di protezione, tenendo insieme sicurezza e sostegno economico per i lavoratori delle consegne a domicilio.
«Con l’aumento delle temperature, che è un dato ormai strutturale e non più soltanto episodico, cambiano anche le condizioni lavorative», spiega Del Re. Un problema che riguarda chi lavora all’aperto, ma anche chi svolge le proprie mansioni in ambienti chiusi senza aria condizionata, con conseguenze sulla salute e sulla sicurezza.
Durante l’estate il gruppo di Firenze Democratica ha sollevato il tema per diverse categorie: dagli operai impegnati nei cantieri della tramvia nelle ore più calde ai rider, fino al personale dei musei civici. «Abbiamo segnalato la presenza di lavoratori nei cantieri anche nelle giornate a rischio caldo e denunciato, insieme ad altri gruppi consiliari, le condizioni di chi lavora nei musei comunali dove manca l’aria condizionata», ricorda la capogruppo.
Per i rider, la richiesta è di intervenire sulla prossima ordinanza della Regione Toscana. Come evidenzia Del Re, il provvedimento regionale ha interessato agricoltura, florovivaismo, edilizia e cave, senza includere il settore delle consegne a domicilio. Una scelta diversa da quella adottata da altre Regioni, tra cui Emilia-Romagna e Marche, citate dalla consigliera.
Il punto, però, non è soltanto prevedere una sospensione delle attività nelle fasce orarie e nelle giornate più pericolose. Occorre anche evitare che la tutela della salute comporti una perdita di reddito per chi viene pagato in base alle consegne effettuate.
«Se imponi uno stop al lavoro, questi lavoratori in quella fascia oraria non guadagnano», osserva Del Re. Per questo la mozione chiede che l’eventuale inserimento dei rider nell’ordinanza sia preceduto da un confronto con le parti sociali e sindacali, coinvolgendo anche il Governo per individuare coperture economiche e indennità che compensino le ore di attività non svolte.
Nel corso dell’esame in commissione, riferisce la capogruppo, il testo è stato integrato con richiami alle raccomandazioni già rivolte dalla Regione al settore e a una proposta di legge depositata in parlamento a prima firma dell’Onorevole Gribaudo sul riconoscimento di ammortizzatori sociali anche per categorie come i rider, in caso di astensione forzata dal lavoro per il rischio caldo.
«C’è soddisfazione per il percorso che l’atto ha fatto in commissione», conclude Del Re. L’obiettivo è arrivare alla prossima estate con maggiori strumenti di protezione, tenendo insieme sicurezza e sostegno economico per i lavoratori delle consegne a domicilio.
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