Intervento complesso e ad elevata componente tecnologica reso possibile da un'equipe dedicata

Un tumore benigno cerebrale asportato con una tecnica endoscopica mini-invasiva attraverso il naso. L'intervento, che non ha comportato né cicatrici né gonfiore post-chirurgico, è stato effettuato all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze su un bambino di cinque anni affetto da craniofaringioma.
    Il craniofaringioma è un tumore benigno caratterizzato da un alto tasso di recidiva se non asportato in maniera completa. Il piccolo paziente, si spiega in una nota, era seguito da anni dall'equipe del dottor Lorenzo Genitori, primario della Uoc di Neurochirurgia e direttore del dipartimento Testa-Collo dell'Aou Meyer Irccs. Il suo percorso nell'ospedale pediatrico fiorentino è cominciato all'età di due anni e mezzo.
    I medici hanno valutato il problema con attenzione: l'asportazione di questi tumori nei bambini più piccoli può portare infatti a delle gravi turbe metaboliche. Pertanto il bambino è stato sottoposto a un primo intervento mini-invasivo per il posizionamento di un catetere all'interno della parte cistica del tumore, con l'intento di essere il più conservativi possibile sulla regione ipotalamo-ipofisaria, ma contemporaneamente essere efficaci sulla pressione intracranica generata dal tumore stesso. Purtroppo dopo un anno, i controlli di routine avevano mostrato una crescita della componente solida del tumore con lo sviluppo di una nuova parte cistica. Si rendeva necessario un secondo intervento mini-invasivo endoscopico trans-cerebrale di perforazione della parete cistica. Ciò ha permesso di portare avanti il bambino nella sua crescita e sviluppo neurometabolico. Ai controlli di follow-up nei mesi successivi però la componente cistica risultava ulteriormente aumentata, bisognava pertanto decidere che cosa fare sul piccolo, che nel frattempo era cresciuto. "La decisione è stata quella di rimuovere il craniofaringioma", spiega il dottor Mirko Scagnet, responsabile della Sos di chirurgia endoscopica del basicranio. L'intervento, altamente complesso e ad elevata componente tecnologica, è reso possibile da un'equipe dedicata che prevede la collaborazione tra neurochirurghi, otorinolaringoiatri e personale infermieristico specificatamente preparato. L'intervento è stato eseguito con successo ed il bambino ha potuto lasciare l'ospedale nei giorni successivi, sta bene e ha ripreso tutte le sue abitudini ed attività quotidiane.
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