È partita la riorganizzazione sperimentale del 118 nella Piana, che supera l’esperienza dell’ambulanza medicalizzata a Signa e introduce un’automedica con medico, infermiere e autista soccorritore. Il mezzo avrà sede per i primi sei mesi alla Misericordia di Lastra a Signa, per poi passare a Campi Bisenzio dal maggio 2027 e alla Pubblica Assistenza di Signa dal novembre successivo.
Il nuovo modello consente di dividere l’equipaggio secondo le necessità dell’intervento: il medico o l’infermiere potranno salire sull’ambulanza Bravo per accompagnare il paziente in ospedale, trasformandola temporaneamente in medicalizzata o infermieristica. L’altro professionista resterà sull’automedica con l’autista, disponibile per ulteriori emergenze.
Anche le tipologie di ambulanza ruoteranno tra le associazioni. La Pubblica Assistenza di Signa dispone dal primo novembre di una Bravo attiva 24 ore su 24 e dal maggio 2027 avrà un’ambulanza infermieristica India, che coprirà per tre mesi Signa e per tre Lastra. «Siamo soddisfatti di questo avvio», commenta il provveditore della Misericordia di Lastra a Signa Alberto Corsinovi, auspicando che il modello possa essere esteso ad altri territori. La riorganizzazione ha suscitato un ampio confronto tra associazioni, ordini professionali e sindacati. Lo scrive la Nazione.
Il nuovo modello consente di dividere l’equipaggio secondo le necessità dell’intervento: il medico o l’infermiere potranno salire sull’ambulanza Bravo per accompagnare il paziente in ospedale, trasformandola temporaneamente in medicalizzata o infermieristica. L’altro professionista resterà sull’automedica con l’autista, disponibile per ulteriori emergenze.
Anche le tipologie di ambulanza ruoteranno tra le associazioni. La Pubblica Assistenza di Signa dispone dal primo novembre di una Bravo attiva 24 ore su 24 e dal maggio 2027 avrà un’ambulanza infermieristica India, che coprirà per tre mesi Signa e per tre Lastra. «Siamo soddisfatti di questo avvio», commenta il provveditore della Misericordia di Lastra a Signa Alberto Corsinovi, auspicando che il modello possa essere esteso ad altri territori. La riorganizzazione ha suscitato un ampio confronto tra associazioni, ordini professionali e sindacati. Lo scrive la Nazione.
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