“Con questa norma invece si spostano 1,6 miliardi di euro in un circuito che mette in relazione diretta il cittadino e la struttura privata”

"Forse non ci siamo ancora resi ben conto della portata di ciò che sta accadendo, ma siamo di fronte a un passaggio storico che, per la prima volta dopo la legge 833 del 1978, va a intaccare in modo radicale l'impostazione del nostro sistema sanitario pubblico e universalistico. Prevedere per legge nella manovra un voucher fino a 300 euro che gli over 75 saranno portati a spendere nel privato, crea un rapporto diretto fra l'utente e la clinica privata, modificando uno dei pilastri della sanità italiana". Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani al termine della riunione di oggi della Conferenza delle Regioni sulla legge di Bilancio.
    
"Il nostro sistema - spiega Giani - accetta e integra la sanità privata, ma lo fa mantenendo sempre il timone nelle mani del pubblico, attraverso i direttori generali delle Asl, gli accreditamenti e le convenzioni. Con questa norma invece si spostano 1,6 miliardi di euro in un circuito che mette in relazione diretta il cittadino e la struttura privata, fuori dalla programmazione pubblica. In questo modo si mina alle fondamenta la sanità pubblica: se accettiamo questa deriva, quest'anno si parte con 1,6 miliardi, il prossimo anno diventeranno tre. Auspico che su questo ci sia una battaglia comune di tutte le Regioni".

    
Quanto alla dotazione complessiva del Fondo sanitario nazionale Giani osserva: "Avevamo chiesto circa 7 miliardi e lo stesso ministro Schillaci aveva indicato un fabbisogno di 5 o 6 miliardi per il prossimo anno. Non ci possono dire che ci sono 3,4 miliardi sommando il miliardo dei voucher, perché quello è un capitolo a parte gestito fuori dal sistema. La realtà è che nel Fondo sanitario ci sono solo 2,4 miliardi, oltre a quello già previsto dalla manovra dello scorso anno. Conti alla mano, questa cifra non basta nemmeno a coprire gli aumenti per i rinnovi contrattuali recentemente sottoscritti dal governo, che dovrebbero invece essere coperti con risorse dedicate ed esterne al Fondo".
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