“Una città che ha ricevuto un riconoscimento così grande deve chiedersi ogni giorno come esserne all'altezza”

Dopo l'alluvione a Firenze "arrivarono ragazze e ragazzi dall'Italia e dall'estero, pronti a lavorare nelle strade, nelle case, nelle biblioteche. Li ricordiamo come gli Angeli del fango. 81 Paesi contribuirono con fondi, materiali, attrezzature e competenze. Si attivarono governi, università, associazioni, comunità religiose e singoli cittadini. Il 'Miracolo di Firenze' fu anche questo: trasformare la commozione in un impegno capace di durare nel tempo. Una città che ha ricevuto un riconoscimento così grande deve chiedersi ogni giorno come esserne all'altezza. Sessant'anni fa Firenze ebbe bisogno del mondo. Oggi essere 'Firenze per il mondo' significa continuare a mettere al suo servizio la cultura, la conoscenza, la capacità di avvicinare i popoli e aprire spazi di dialogo e di pace". Lo ha detto la sindaca Sara Funaro nel suo intervento alle celebrazioni per il 60/o anniversario dell'Alluvione, in Palazzo Vecchio, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
    
"È questa la responsabilità che sento di raccogliere da sindaca - ha aggiunto -. La nostra storia ci chiede di prendere posizione per la dignità umana, di difendere i diritti, di praticare l'accoglienza e il rispetto delle differenze. Ci chiede di dare sostanza alla parola Pace".

Per Funaro ""'Firenze per il mondo, il mondo per Firenze': questo legame attraversa la nostra storia e ci chiede di guardare avanti. Sessant'anni fa, il mondo venne qui per impedire che una parte della propria storia andasse perduta. Oggi Firenze vuole continuare a fare la propria parte perché nessuno senta perduto il proprio futuro, soprattutto le nostre bambine e i nostri bambini".
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