“Ma come si può chiedere allo Stato di investire nella scuola e poi distruggere quello che già esiste?”

''L'Istituto Fermi-Da Vinci di Empoli e
l'Enriques di Castefiorentino sono stati devastati: aule e laboratori
danneggiati, arredi distrutti, attrezzature rese inutilizzabili, danni
tali da costringere il Comune a disporre la chiusura della scuola per
settimane. parecchie centinaia di ragazzi privati del diritto di
frequentare le proprie aule. C'è qualcosa di profondamente assurdo in
questa vicenda. Da decenni gli studenti chiedono legittimamente
maggiori risorse per la scuola pubblica: edifici sicuri, laboratori
moderni, strumenti adeguati. Ma come si può chiedere allo Stato di
investire nella scuola e poi distruggere quello che già esiste? Come
si può rivendicare il diritto allo studio e contemporaneamente negarlo
agli altri? Questa non è protesta. È vandalismo. E il vandalismo non
ammette giustificazioni ideologiche. Le autorità dovranno accertare
rigorosamente le responsabilità, anche di eventuali soggetti esterni
alla scuola. E chi ha distrutto dovrà rispondere delle proprie azioni,
anche economicamente, nel rispetto delle garanzie previste dalla
legge. Basta al giustificazionismo, che tollera le violenze.
Difendiamo il diritto a protestare, anche duramente, ma difendiamo con
la stessa determinazione il diritto di chi vuole studiare. Perché chi
devasta una scuola non combatte il governo Meloni: colpisce i propri
coetanei, danneggia la collettività e nega il diritto allo studio. E
chi chiede più risorse per la scuola dovrebbe essere il primo a
difenderla, non a distruggerla''. Lo dichiara in aula il senatore di
Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi, capogruppo FdI in Commissione
Scuola a Palazzo Madama.
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