25 giovani musicisti, 15 residenze e 450 ore di formazione: a San Pancrazio di Bucine la ricerca scientifica incontra la sperimentazione artistica

Dalla tradizione musicale alla ricerca sulle neuroscienze, dalla formazione artistica alle nuove tecnologie: il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze amplia i confini della didattica e della ricerca attraverso SonicForge – Laboratorio di Musica e Arti Immersive, progetto interdisciplinare che mette in relazione musica, scienza, design e innovazione. Prende il via oggi (giovedì 5 novembre) a San Pancrazio di Bucine in provincia di Arezzo l'ottava residenza del percorso, dedicata al rapporto tra musica, cervello e corpo. Coordinati scientificamente da Francesco Saverio Pavone e da un'équipe di ricercatori del LENS (Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare dell'Università di Firenze), i giovani musicisti saranno coinvolti nella progettazione e realizzazione di esperimenti di ascolto e interazione, utilizzando tecnologie EEG e biosensori per indagare i processi della percezione musicale e le loro relazioni con le emozioni e il benessere psicofisico.

Fortemente voluto dalla Presidente Rosa Maria Di Giorgi e dal Direttore Giovanni Pucciarmati, SonicForge è stato ideato dal professor Giorgio Albiani, docente e delegato alla Ricerca internazionale e all'Internazionalizzazione del Conservatorio. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Cherubini e ISIA Firenze, istituzioni del Polo delle Arti di Firenze, insieme all'associazione IUBAL Arezzo e con il sostegno del PR FSE+ Toscana 2021/2027 nell'ambito di Giovanisì.

“La formazione musicale non può essere separata dalla capacità di comprendere il mondo in cui la musica nasce, si trasforma e viene fruita. Un Conservatorio - spiega la presidente Di Giorgi - oggi non deve limitarsi ad accompagnare i cambiamenti del settore, ma deve contribuire a interpretarli e, in parte, ad anticiparli. Il dialogo con la ricerca scientifica, le tecnologie e le altre discipline creative non è un elemento accessorio della formazione ma un'opportunità per ripensare il modo stesso di fare e insegnare musica. Con SonicForge il Cherubini sceglie di essere parte attiva di questa evoluzione, mettendo a disposizione il proprio patrimonio di competenze e aprendosi a nuove forme di collaborazione”.

Il percorso sta coinvolgendo 25 giovani musicisti, selezionati tra 53 candidature provenienti da tutta la Toscana, in 15 residenze artistiche per un totale di 450 ore di formazione fino a febbraio 2027. Le attività spaziano tra Musica & Impresa Creativa, Tecnologie Immersive, Wellbeing, Community Engagement e Performing Arts, integrando la preparazione musicale con competenze in comunicazione, progettazione culturale e produzione audiovisiva.

“Con SonicForge non vogliamo negare la tradizione, che è la nostra storia e la nostra forza. Vogliamo rafforzare il ruolo dell'artista - aggiunge Albiani - renderlo capace di porsi domande e di rispondere sperimentando, attraverso il fare. È un percorso di ricerca artistica e scientifica in dialogo, dove la conoscenza orizzontale, quella che nasce dall'incontro tra discipline diverse, si aggiunge alla conoscenza verticale della grande tradizione musicale, senza sostituirla”. 

Il progetto ha già dato vita a esperienze di creazione collettiva, come lo spettacolo “Ginevra – Angeli e Demoni”, realizzato al termine dell'ultima residenza condotta da Raffaele Schiavo, che ha coinvolto i partecipanti nella costruzione di un progetto performativo comune. Il percorso avrà una restituzione pubblica anche a Firenze: venerdì 26 febbraio 2027 la Sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini ospiterà la performance-concerto conclusiva, una delle tre restituzioni interdisciplinari previste dal progetto, insieme agli appuntamenti a San Pancrazio e Arezzo. 

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