Il Meyer, grazie alla sua Fondazione, è stato il primo ospedale, in Italia, a introdurre la presenza della clownterapia in corsia

Una lectio magistralis con Michael Christensen, conosciuto in tutto il mondo come il "padre dei clown ospedalieri", fondatore della Big Apple Circus Clown Care Unit di New York. E' in programma il 10 novembre, dalle 16:30 alle 18:30, al Meyer Health Campus a Firenze. Christensen, si spiega in una nota, è fonte di ispirazione per tante realtà professionali a livello mondiale, tra cui Soccorso clown presente all'ospedale pediatrico Meyer da più di 30 anni. Un'occasione unica per ascoltare la sua esperienza e riflettere sul valore del gioco e dell'umorismo per l'umanizzazione delle cure.
    
Il Meyer, grazie alla sua Fondazione, è stato il primo ospedale, in Italia, a introdurre la presenza della clownterapia in corsia. La clownterapia è un approccio che utilizza le tecniche del teatro clown, dell'umorismo e della relazione empatica per supportare le persone in contesti di cura. Quando si parla di clownterapia, non si fa riferimento a uno spettacolo o a un intrattenimento improvvisato, ma a un intervento progettato e condotto da professionisti e professioniste formati, capaci di muoversi all'interno di ambienti complessi come quello ospedaliero.

    
È nel 1986, a New York, che prende forma il modello del clown ospedaliero professionista. Michael Christensen, clown del Big Apple Circus, venne invitato a esibirsi per i bambini ricoverati al Babies Hospital. L'effetto delle sue performance sui piccoli pazienti fu così evidente che da quell'esperienza nacque la Big Apple Circus Clown Care Unit, il primo programma strutturato che portò ufficialmente la figura del cosiddetto "clown dottore" dentro l'ospedale. Se Patch Adams ha dato il via a una riflessione culturale più ampia sul valore dell'umorismo nella relazione di cura, è quindi a Michael Christensen che si deve la definizione della figura del clown ospedaliero come professionista formato, capace di operare in contesti sanitari complessi con competenze artistiche e relazionali specifiche. È proprio a questo modello che si ispirano oggi anche i clown del Meyer.
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