Baltano nomi pesanti per il "dopo Carrai" alla guida della Fondazione Meyer, la cassaforte filantropica dell'eccellenza pediatrica fiorentina: l'ex presidente CR Firenze Luigi Salvadori, il costituzionalista Andrea Simoncini e la presidente dell'Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida. Come riportato dalle pagine de La Nazione, in questi giorni la scelta è diventata uno stallo messicano tra le maggiori aree di influenza della città, nessuna esclusa. Il motivo si intuisce: il consenso non si misura nelle urne e il potere con le nomine.
Da statuto l'indicazione del presidente spetta al Dg dell'Azienda Ospedaliera, Federico Gelli. Ma per capire dove sta il primo ingrediente di questa ricetta esplosiva bisogna guardare chi ha nominato Gelli, dunque in quali direzioni rivolgere lo sguardo per il via libera al nuovo presidente: essendo un'Azienda Ospedaliero-Universitaria (IRCCS), il Dg è nominato dal Presidente della Toscana, «formalmente d'intesa con il Rettore, sentiti il Sindaco di Firenze e il Ministero della Salute». Tante parti in causa, ciascuna con un pretendente preferito. La tensione è così alta che nessuno vuol far la prima mossa, esponendosi ufficialmente. Tuttavia non è un segreto che secondo Eugenio Giani Luigi Salvadori possa essere all'altezza della sfida. Lo stallo dipende solo in parte dal resto delle istituzioni fiorentine: che senza porre veti formali gradiscono anche la figura del professor Andrea Simoncini. Il costituzionalista di UniFi fa già parte del comitato etico del Meyer e ha incassato il gradimento dei vertici tecnico-sanitari.
Il verdetto supererà il duello, dato che il mondo bancario e il parere informale dell'ex presidente Carrai paiono essere il secondo ingrediente fondamentale di questo stallo. Per comprendere l'importanza di quell'area basta citare un numero: 16,4 milioni di euro raccolti con l'attività di fundraising nel 2025, un record. Per questo, forse, circola nelle ultime ore il nome legato a un'exit strategy: quello di Maria Grazia Giuffrida. La presidente dell'Istituto degli Innocenti — in scadenza — era stata protagonista di un tentativo elettorale lo scorso anno alle Regionali con Casa Riformista, ma non andò molto bene, con nemmeno 300 preferenze raccolte.
Certamente si tratta di una terza via che Giani non disdegnerebbe, ma il governatore è persuaso di poter convincere ancora i suoi interlocutori ad atterrare su Salvadori, di cui proprio questo giornale aveva anticipato il nome in campo scatenando l'inizio della contesa. Sara Funaro attende proposte ufficiali e si riserva di pronunciarsi al momento decisivo, mentre chi si fa interprete del pensiero della rettrice Alessandra Petrucci spiega che non è contraria a nessuna opzione: con una preferenza che riporta alla scelta di una candidata di genere femminile. Un rompicapo che porta ancora il nome di Giuffrida, senza che gli altri due profili in campo abbiano abbandonato definitivamente la possibilità della nomina.
Insomma il Meyer cerca il nome di un presidente, ma a Firenze sta andando in scena una gara molto più grande: quella degli equilibri di potere. E, come spesso accade, la vera partita non è scegliere chi guiderà la Fondazione, ma capire chi riuscirà a indicare il nome vincente.
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