Dalla prospettiva del popolo viola, la sfida di domani sera alle 20:45 tra le mura del Franchi contro la Juventus non è mai una partita come le altre, ma stavolta porta con sé un sapore ancora più speciale, intriso di rivalità, incroci di mercato e un briciolo di orgogliosa rivincita. Al triplice fischio, dall'altra parte del campo ci saranno infatti tre elementi che per motivi diversi avrebbero potuto vestire la maglia bianconera e che invece, stasera, combattono sotto la cupola del Duomo con il Giglio sul petto.
Il destino a volte diverte: basti pensare a Beto, la cui avventura in maglia viola non è certo partita con il piede giusto tra qualche difficoltà di ambientamento di troppo, ma che alla Continassa ricordano benissimo. Per due volte la Juventus ha provato a strapparlo all'Everton senza mai trovare la stoccata vincente: la prima nell'autunno del 2024, quando gli inglesi pretendevano garanzie sul riscatto per non svendere l'investimento da trenta milioni fatto a suo tempo con l'Udinese, facendo ritrarre i dirigenti torinesi; la seconda lo scorso gennaio 2026, quando persino Spalletti avrebbe carte false per averlo come alternativa in attacco, ma la Juve preferì non sforare il budget per un giocatore da rotazione.
Discorso simile, ma sempre con corsi e ricorsi nel 2024, per Atta: all'epoca la Juve bussò forte alla porta dei friulani incantata dalla sua crescita impetuosa, cercando di tirare sul prezzo, ma si scontrò contro il muro invalicabile dell'Udinese che sparò cifre da top player costringendo i bianconeri alla resa, aprendo così la strada al suo definitivo sbarco a Firenze la scorsa estate. E infine c'è la storia di David De Gea, una vera e propria tentazione per la porta bianconera, cercato sia come titolare che come profilo d'esperienza internazionale per gestire il doppio impegno settimanale; la Fiorentina però questa estate ha tralasciato il discorso portiere avendo da rinnovare profondamente altri settori del campo e rimandato il discorso alla prossima stagione affidandosi ad una certezza e senza cercare stradee alternative e potenzialmente più rischiose, sbarrando la strada a qualsiasi sirena bianconere e tenendosi stretto il proprio pilastro.
Domani sul prato del Franchi non ci saranno solo tre punti pesanti in palio, ma la certezza viola che quei "quasi bianconeri" sono oggi tre armi in più per far male alla storica rivale, nella speranza che possano diventare, soprattutto Atta e Beto, du elementi fondamentali della Fiorentina di oggi e di domani.
Il destino a volte diverte: basti pensare a Beto, la cui avventura in maglia viola non è certo partita con il piede giusto tra qualche difficoltà di ambientamento di troppo, ma che alla Continassa ricordano benissimo. Per due volte la Juventus ha provato a strapparlo all'Everton senza mai trovare la stoccata vincente: la prima nell'autunno del 2024, quando gli inglesi pretendevano garanzie sul riscatto per non svendere l'investimento da trenta milioni fatto a suo tempo con l'Udinese, facendo ritrarre i dirigenti torinesi; la seconda lo scorso gennaio 2026, quando persino Spalletti avrebbe carte false per averlo come alternativa in attacco, ma la Juve preferì non sforare il budget per un giocatore da rotazione.
Discorso simile, ma sempre con corsi e ricorsi nel 2024, per Atta: all'epoca la Juve bussò forte alla porta dei friulani incantata dalla sua crescita impetuosa, cercando di tirare sul prezzo, ma si scontrò contro il muro invalicabile dell'Udinese che sparò cifre da top player costringendo i bianconeri alla resa, aprendo così la strada al suo definitivo sbarco a Firenze la scorsa estate. E infine c'è la storia di David De Gea, una vera e propria tentazione per la porta bianconera, cercato sia come titolare che come profilo d'esperienza internazionale per gestire il doppio impegno settimanale; la Fiorentina però questa estate ha tralasciato il discorso portiere avendo da rinnovare profondamente altri settori del campo e rimandato il discorso alla prossima stagione affidandosi ad una certezza e senza cercare stradee alternative e potenzialmente più rischiose, sbarrando la strada a qualsiasi sirena bianconere e tenendosi stretto il proprio pilastro.
Domani sul prato del Franchi non ci saranno solo tre punti pesanti in palio, ma la certezza viola che quei "quasi bianconeri" sono oggi tre armi in più per far male alla storica rivale, nella speranza che possano diventare, soprattutto Atta e Beto, du elementi fondamentali della Fiorentina di oggi e di domani.
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