L'Asl ritiene che senza il trattamento di sostegno vitale (PEG) la possibilità di suicidio assistito non sia ammessa

Una donna di 53 anni, affetta da sclerosi multipla progressiva e completamente paralizzata, ha diffidato la Asl Toscana Nord-ovest perché le viene negata la possibilità di accedere al suicidio assistito.

È assistita 24 ore su 24 dalla famiglia e da personale qualificato, ma continua a rifiutare la nutrizione artificiale (PEG) prescritta, considerandola accanimento terapeutico. L'Asl ritiene che senza il trattamento di sostegno vitale (PEG) la possibilità di suicidio assistito non sia ammessa, nonostante il suo rifiuto sia costituzionalmente garantito. L'associazione Luca Coscioni ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, in attesa di una sentenza della Corte costituzionale che potrebbe chiarire la situazione a breve.
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