Tornare a fare il bagno nell’Arno potrebbe essere possibile, ma il percorso verso la balneabilità richiede controlli scientifici continui. Secondo il biologo e attivista ecologista Andres Lasso, in alcuni tratti la qualità dell’acqua è già migliore rispetto a qualche decennio fa, ma devono essere monitorati con regolarità i coliformi totali e fecali, gli scarichi e l’efficienza dei depuratori.
Le condizioni del fiume possono cambiare anche in base al meteo. Dopo piogge intense, il mescolamento delle acque può provocare per alcuni giorni un aumento dei batteri incompatibile con la balneazione. Nei periodi più caldi e asciutti, invece, la scarsa portata e l’eccesso di nutrienti provenienti anche dai terreni agricoli possono favorire la proliferazione di alghe, alcune delle quali potenzialmente irritanti.
Per Federico Gasperini, direttore di Legambiente Toscana, è necessario anche recuperare il rapporto culturale tra Firenze e il suo fiume, oltre a intensificare i controlli sulle immissioni e sugli scarichi abusivi. Il monitoraggio dovrebbe essere affidato soprattutto ad Arpat, con il sostegno del Comune, per stabilire quanto l’Arno sia realmente vicino alla balneabilità. Secondo Lasso, i tratti a monte di Firenze potrebbero presentare condizioni migliori rispetto a quelli più vicini alla foce. Lo scrive la Nazione.
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