Dalla sezione toscana la richiesta: 'Siano individuati i responsabili e definiti protocolli di sicurezza più stringenti'

Le sezioni Toscana, Roma e Lazio della Cgil esprimono profondo sconcerto, incredulità e vicinanza alla famiglia di Raffaele Marianella, l'uomo che, mentre viaggiava a bordo del pullman del Pistoia basket è stato colpito da un mattone lanciato da alcuni 'tifosi' violenti.

"Secondo quanto riportato dagli organi di stampa un gruppo di persone non ancora identificate ha scagliato sassi e altri oggetti contro il pullman, accanendosi contro il parabrezza, proprio dove si trovava l'autista. Un vero e proprio atto criminale contro il mondo del lavoro" scrive il sindacato.

    
"Nell'esprimere le nostre condoglianze ai familiari e ai colleghi di Raffaele Marianella, e la nostra vicinanza a tutte le persone presenti sul pullman, condanniamo con fermezza quanto accaduto. È inaccettabile che la passione per lo sport diventi un pretesto per scatenare odio e violenza. Chiediamo alle autorità di individuare rapidamente i responsabili e di rafforzare i protocolli di sicurezza nel trasporto dei tifosi, perché tragedie simili non si ripetano".

    
Vicinanza è espressa anche dalla Filt Cgil Toscana "alla famiglia della vittima, ai colleghi del lavoratore deceduto e a tutti gli autisti e lavoratori del trasporto pubblico che ogni giorno svolgono un servizio fondamentale in condizioni spesso difficili. Questo atroce episodio rappresenta qualcosa di inaccettabile e gravissimo", è "un atto violento, premeditato, che ha colpito in modo drammatico un lavoratore in servizio. Il trasporto persone, che siano tifosi o cittadini, non può e non deve essere oggetto di aggressione".

La Filt Cgil richiama "pertanto con forza la necessità che le forze dell'ordine e la magistratura individuino al più presto i responsabili" e chiede che "che le autorità competenti e gli organizzatori sportivi insieme al comparto del trasporto definiscano immediatamente protocolli di sicurezza più stringenti per tutti i mezzi che operano trasferte sportive e per i lavoratori ad esse addetti" e che "lo sport e il tifo responsabile siano promossi in tutte le sedi come momenti di partecipazione civile e non come occasione di violenza, sopraffazione o che, peggio ancora, mettano a rischio chi sta lavorando".
"La tutela della sicurezza, del diritto al lavoro in condizioni degne e della civiltà nei comportamenti collettivi rappresentano assi non negoziabili".
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