A pesare sulla diminuzione sono soprattutto le condizioni di lavoro

Come riporta il quotidiano La Repubblica Firenze, negli ultimi tre anni, da quando Autolinee Toscane ha ricevuto in affidamento il servizio di trasporto pubblico in Toscana, circa 500 autisti hanno lasciato il posto di lavoro, o per dimissioni o per pensionamento, anche se, osserva il quotidiano, il fenomeno delle dimissioni riguarda una prospettiva ben più ampia del solo trasporto pubblico locale e si inquadra in una generale tendenza post-pandemica.

Il quotidiano riporta come la crisi del settore del trasporto pubblico non sia una peculiarità solo toscana ma riguardi l'intero paese, sottolineando anche che negli ultimi mille giorni l'azienda abbia assunto un migliaio di autisti a tempo indeterminato (1079 secondo i dati forniti alla conferenza stampa di fine luglio, precisando che di questi quasi cinquecento erano stati formati dall'accademia aziendale, per maggiori informazioni clicca qui: conferenza stampa per i primi 1000 giorni di AT).

A motivare la decisione di lasciare il lavoro è soprattutto la sicurezza: molti autisti hanno evidenziato che i passeggeri infatti danno in escandescenza oppure sono violenti, e di media arrivano circa una decina di denunce al mese, tanto che, come riporta il quotidiano, molti chiedono che sugli autobus la cabina del conducente sia del tutto isolata rispetto allo spazio riserato ai passeggeri.

Rispetto ai turni, Repubblica prosegue riprendendo le parole dell'azienda, che afferma di applicare ai turni la normativa nazionale e di offrire ai propri dipendenti sostegno psicologico e psicoterapeutico.

A settembre gli autisti sciopereranno proprio per il mancato adeguamento del contratto collettivo nazionale e per chiedere migliroi condizioni di lavoro.

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