In piazza della Vittoria inaugurata “Donne in Cammino”, l’esposizione con la figura femminile di Talassa e tre Arcangeli simbolo di difesa, cura e consapevolezza. Visitabile fino al 7 aprile

Una donna che emerge dalla materia, come a liberarsi da un peso che per troppo tempo ne ha imprigionato il corpo e la voce. È l’immagine potente al centro di “Donne in Cammino”, l’esposizione dello scultore toscano Alberto Inglesi inaugurata questa mattina in piazza della Vittoria a Bagno a Ripoli, alla vigilia della Giornata internazionale della Donna.

Promossa dal Comune, la mostra resterà visitabile per un mese, fino al 7 aprile, trasformando il cuore del centro urbano in uno spazio di riflessione e impegno civile contro la violenza di genere.

Le opere sono state svelate alla presenza dell’artista, dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, del sindaco Francesco Pignotti e dell’assessora comunale alla Cultura Paola Nocentini.

Protagonista dell’esposizione è “Talassa”, una maestosa figura femminile in alluminio e bronzo che catalizza lo sguardo dello spettatore. La divinità primordiale del mare, nella visione di Inglesi, abbandona la dimensione mitologica per diventare simbolo di resistenza e rinascita. La base su cui si erge richiama il peso sociale e il senso di “possesso” che per secoli ha cercato di immobilizzare la libertà femminile. Ma Talassa non resta immobile: si solleva e affiora, immagine di chi trova la forza di rialzarsi dopo l’abuso e reclamare il proprio spazio.

Attorno a lei, come custodi e testimoni, si ergono tre Arcangeli che rappresentano altrettante dimensioni del percorso di liberazione. Michele, con la spada alzata, incarna la difesa contro ogni forma di sopraffazione e violenza domestica. Gabriele è la voce che rompe il muro del silenzio e rende possibile la denuncia. Raffaele, infine, simboleggia la cura, il processo di ricostruzione interiore dopo il trauma.

L’insieme delle sculture diventa così un racconto simbolico: un cammino dalla ferita alla consapevolezza, dalla paura alla dignità ritrovata.

«L’arte ha la capacità di parlare a tutti e di farci riflettere profondamente su ciò che accade nella società», ha affermato l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti. «Con Donne in Cammino Alberto Inglesi ci consegna immagini potenti di resistenza, dignità e rinascita. Portare queste opere in uno spazio pubblico significa trasformare una piazza in un luogo di consapevolezza e di impegno civile».

Un significato sottolineato anche dall’assessora comunale alla Cultura Paola Nocentini: «Piazza della Vittoria racconta un percorso di conquiste, diritti e libertà. Un cammino interiore e collettivo fatto di resilienza, trasformazione e consapevolezza».

Per il sindaco Francesco Pignotti le sculture rappresentano molto più di un’esposizione artistica: «Non sono solo bronzo e metallo. Sono un monito e un gesto pubblico di responsabilità. Attraverso l’arte vogliamo riaffermare il nostro impegno contro la violenza sulle donne e a favore di una comunità fondata sul rispetto, sulla parità e sulla dignità della persona».

Nato a Grosseto nel 1952 e cresciuto a Siena, Alberto Inglesi è uno scultore profondamente legato alla tradizione artigiana senese. Formatosi nella bottega del padre ebanista, ha sviluppato negli anni uno stile che unisce tradizione classica e linguaggi contemporanei. Dopo un grave incidente che nel 1976 interruppe temporaneamente la sua attività, l’artista ha ripreso a lavorare negli anni Ottanta con una nuova stagione creativa, realizzando opere monumentali di forte impatto espressivo.

Oggi vive e lavora a Siena, continuando a esplorare la figura umana e la materia – dal legno al bronzo, fino al marmo – in un dialogo costante tra passato e contemporaneità. Con “Donne in Cammino” porta a Bagno a Ripoli un messaggio chiaro: l’arte può diventare voce pubblica di resistenza e speranza.


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