Volta pagina la Banca di Cambiano 1884 con la nomina del nuovo presidente Fausto Falorni. Avvocato originario di Castelfiorentino, Falorni faceva già parte del consiglio di amministrazione dal maggio 2023 e succede a Paolo Regini, che ha guidato l'istituto di credito per ben 27 anni. La decisione è arrivata nel corso della prima seduta del Cda successiva all'assemblea ordinaria dei soci dello scorso 12 giugno, completando così il percorso di rinnovo della governance avviato a dicembre 2025 su sollecitazione di Banca d'Italia per garantire una discontinuità gestionale.
Il neopresidente Falorni ha espresso profonda gratitudine verso il suo predecessore, sottolineando come la banca ricevuta in eredità sia una realtà solida e stabile. Ha inoltre confermato che il cambio al vertice non modificherà l'identità dell'istituto, che rimarrà una banca fortemente legata al territorio, con una grande attenzione verso le imprese e le famiglie locali. Riguardo ai piani futuri, Falorni ha spiegato di voler prima analizzare e ascoltare le diverse esigenze prima di delineare nuove strategie, in linea con un percorso operativo che sta già riscuotendo successo.
Oltre alla presidenza, il consiglio di amministrazione ha definito le altre cariche chiave: Leonardo Melosi è stato eletto vicepresidente, mentre la direzione operativa è stata affidata al manager Matteo Passini, nuovo direttore generale, affiancato da Federica Paoletti nel ruolo di condirettrice generale. Passini ha guardato con ottimismo agli scenari futuri della regione, evidenziando che le recenti manovre di mercato — come l'operazione di Intesa Sanpaolo su Mps — apriranno nuovi spazi in Toscana che la banca dovrà saper cogliere, puntando sul rafforzamento strutturale piuttosto che sull'apertura di nuovi sportelli.
Si chiude così l'era di Paolo Regini, il quale ha ricordato i traguardi raggiunti durante il suo lungo mandato, che ha visto la Banca di Cambiano passare da 7 a 44 filiali e far crescere gli attivi da 450 milioni a quasi 5 miliardi di euro. Una solida base che adesso, come concluso dallo stesso Regini, spetterà ai nuovi vertici far fruttare con rinnovata energia e nuove idee.
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