Tornano i bandi del Corecom Toscana 'La Toscana che fa bene', che premierà la migliore campagna di comunicazione sociale, e 'Toscana in spot 2025 - Minori in vetrina. I rischi dell'esposizione digitale', che premierà, invece, i tre migliori spot audiovisivi realizzati sul tema del rischio di esporre immagini e dati dei minori in rete. I due premi sono stati presentati dal presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, dal presidente del Corecom Marco Meacci, e dal presidente del Cesvot Luigi Paccosi.
"Abbiamo una necessità - ha detto Mazzeo -, cercare di costruire coscienza critica nelle ragazze e nei ragazzi più giovani, tenendo presenti il cambiamento culturale da un lato, e il diritto dei minori dall'altro. Ecco messaggi chiari e forti lanciati dai due bandi e che vanno nella direzione di una Toscana che sia sempre più una terra giusta e inclusiva".
Toscana in spot, ha spiegato Meacci, "chiede la realizzazione di brevi video che declinino il tema della sovraesposizione dei minori nella rete e soprattutto nei profili. Si tratta di un elemento di attenzione anche nei confronti delle famiglie, per sensibilizzarle e chiedere loro cautela rispetto alla sovraesposizione di immagini, di video, di contenuti che riguardino i minori".
Secondo Paccosi "l'iniziativa del Corecom mette in luce la forza trasformativa della comunicazione sociale, premiando messaggi che vanno oltre la semplice promozione e si pongono come veri e propri atti culturali e civili".
"Abbiamo una necessità - ha detto Mazzeo -, cercare di costruire coscienza critica nelle ragazze e nei ragazzi più giovani, tenendo presenti il cambiamento culturale da un lato, e il diritto dei minori dall'altro. Ecco messaggi chiari e forti lanciati dai due bandi e che vanno nella direzione di una Toscana che sia sempre più una terra giusta e inclusiva".
Toscana in spot, ha spiegato Meacci, "chiede la realizzazione di brevi video che declinino il tema della sovraesposizione dei minori nella rete e soprattutto nei profili. Si tratta di un elemento di attenzione anche nei confronti delle famiglie, per sensibilizzarle e chiedere loro cautela rispetto alla sovraesposizione di immagini, di video, di contenuti che riguardino i minori".
Secondo Paccosi "l'iniziativa del Corecom mette in luce la forza trasformativa della comunicazione sociale, premiando messaggi che vanno oltre la semplice promozione e si pongono come veri e propri atti culturali e civili".
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