300.000 euro per iniziative a 260 anni dal suo insediamento

Un bando da 300.000 mila euro per celebrare i 260 anni dell'insediamento di Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena come granduca di Toscana. E' quando propone la Regione Toscana. Il bando uscirà il 12 febbraio e prevede contributi per mostre, convegni, letture, presentazioni di libri, attività educative, così come visite guidate, attività di ricerca/studio, aperture straordinarie di musei, biblioteche e archivi.

Ne potranno beneficiare Comuni toscani, Istituzioni e Fondazioni culturali della Toscana senza scopo di lucro e associazioni culturali toscane senza scopo di lucro, iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts). I progetti dovranno prevedere un cronoprogramma di attività da realizzare e concludere entro il 31 dicembre prossimo.

    
Il contributo regionale non potrà essere superiore al 90% del costo complessivo del progetto e comunque non superiore a 5mila euro per ogni soggetto ammesso in graduatoria. Le domande potranno essere inserite esclusivamente on line compilando l'apposito formulario sul sito della Regione entro le 13 del 13 marzo.

    
"Con questo bando - ha detto il presidente Eugenio Giani - vogliamo risvegliare l'attenzione su tutto quanto riuscì a fare Pietro Leopoldo, tant'è che in più campi troviamo ancora oggi testimonianza della sua opera che si fonda sul motto 'conoscere per governare'. Il granduca infatti, attraverso la conoscenza diretta dei territori cambierà il volto alla Toscana garantendole un vero e proprio salto di qualità. Ricorrono anche i 250 anni di una delle sue riforme più importanti, quella che cioè riorganizza il territorio toscano portandolo da 1000 popoli a circa 300 comunità, riforma attualissima perché ricalca quella che è l'organizzazione attuale degli enti locali".

    
Il 18 agosto 1765, con la morte del padre Francesco Stefano, Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena ascese al trono come granduca di Toscana. Stabilitosi a 
Firenze, avviò un ampio programma di riforme che posero la Toscana all'avanguardia in Europa, trasformandola in un modello di modernità.

"Tra le sue riforme più significative - ricorda la Regione -, l'abolizione della pena di morte, grazie all'emanazione del Codice penale del 1786, noto come Codice leopoldino, che fece della Toscana il primo stato al mondo ad abbandonare tale pratica”.
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