Per Vincenzo Italiano quella di stasera contro il Viktoria Plzen sarà la partita di Andrea Belotti: "Tutti ci aspettavamo qualche gol in più da parte di un ragazzo che lavora in maniera straordinaria per la squadra, per come corre e come lotta. Ha trovato sulla sua strada portieri che hanno fatto miracoli ma siccome abbiamo ancora tante partite penso che possa essere ancora ripagato. Lo spiraglio Andrea lo troverà. Abbiamo avuto poco tempo per recuperare e lui invece ha giocato tanto: mi auguro che domani possa avere quell'opportunità per far gol. Per come lavora non è giusto non vederlo esultare ma manca poco..." ha detto ieri in conferenza stampa il mister.
Il tecnico viola ha sempre esaltato le doti del Gallo, nonostante il suo unico gol in maglia viola sia datato 11 febbraio, contro il Frosinone. Più volte Italiano ha voluto sottolineare le doti da "attaccante-difendente" quando le cose non iniziavano a girare; e nelle ultime settimane lo ha stimolato dicendo che può fare molto di più. Questa sera Belotti scenderà in campo per regalare una semifinale europea ai tifosi viola ma anche e soprattutto per il proprio futuro. Il Gallo, arrivato a gennaio in prestito secco dalla Roma, adesso deve cercare di conquistarsi una conferma a Firenze che, fino a qualche settimana fa, sembrava più semplice. Ora invece anche la dirigenza viola si guarda intorno e i dubbi sullo scegliere di puntare ancora su un centravanti ultra-trentenne dalla media gol di un discreto mediano (un gol in quattordici partite) continuano ad aumentare.
Non pensa la stessa cosa Vincenzo Italiano, o quantomeno non può fare altrimenti che affidarsi ancora una volta al proprio numero venti. Anche perché di alternative non esistono: Kouame e Nzola se possibile danno ancora meno garanzie sotto porta e, messi nel ruolo di prima punta, non garantiscono il lavoro di pulizia dei possessi che quantomeno Belotti ancora non fa mai mancare col suo gioco spalle alla porta. E quindi anche nel ritorno col Plzen rivedremo Belotti, in uno degli ultimi treni anche per lui, deciso a dimostrare a sé stesso di possedere ancora un barlume di quel primordiale istinto da killer del centravanti che fu.
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