Da centravanti a rifinitore, il momento d'oro dopo mesi complicati

Sarà il grande assente della serata, il desiderio svanito nel giro di poche ore. Si tratta di Lucas Beltran, uomo d’attacco della Fiorentina che in una notte di mezza estate si è imbarcato sul volo che da Buenos Aires lo ha portato a Firenze nonostante i tentativi in extremis della Roma e del suo amico Paulo Dybala. L’argentino, classe 2001 e a segno anche nell’andata degli ottavi di Conference League contro il Maccabi Haifa, sta vivendo il suo periodo di riscatto dopo alcuni mesi, quelli iniziali, davvero complicati. Doveva inserirsi, adattarsi, comprendere il passaggio dal calcio sudamericano a quello italiano tutto fisico e tattica. 

Da centravanti a rifinitore. La mossa di Vincenzo Italiano è stata perfetta: allontanarlo dalla linea difensiva avversaria, collocarlo sulla trequarti e permettere così all’argentino di muoversi, inserirsi negli spazi e inventare. Nove gol in stagione e la sensazione che quella zona ormai sia di sua competenza. Tanto che Italiano, nel suo 4-2-3-1 che nelle ultime partite si è trasformato in un inedito 4-1-4-1 in fase offensiva, ha abbassato Bonaventura sulla mediana e così tenuto insieme tutti i giocatori di maggiore qualità.

Momento d’oro, insomma. Eppure Beltran contro la Roma non ci sarà: è squalificato e così il tecnico viola dovrà inventarsi altro. Magari schierando Bonaventura al suo posto oppure, seguendo il dettame tattico delle ultime sfide, lasciando Jack a centrocampo con Barak che potrebbe trovare spazio dall’inizio dopo la rete della vittoria sul neutro di Budapest. 

Beltran sarà in tribuna e sicuramente troverà modo di salutare il suo amico Dybala, che per un periodo da ragazzino ha vissuto in casa sua in Argentina insieme al fratello Federico che giocava con la “Joya”. E pensare che per una notte, la scorsa estate, i giallorossi hanno provato a soffiarlo proprio alla Fiorentina puntando anche sul rapporto stretto tra Lucas e Paulo. Gli accordi già presi e la forte volontà anche del River Plate di non rompere quanto già scritto nero su bianco, hanno fatto la differenza. Fondamentale il ruolo del direttore tecnico Nicolas Burdisso, che ha tenuto il punto e portato in viola un talento che dopo il primo periodo altalenante, adesso pare finalmente sbocciato.

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